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Come Google cambierà di nuovo le nostre vite: il nuovo Google Shopping

Come Google cambierà di nuovo le nostre vite: il nuovo Google Shopping 

Google sta puntando il “mondo offline e con il nuovo Google Shopping rivoluzionerà le nostre vite, di nuovo. Proprietari di negozi locali: state attenti, parlo con voi, qui c’è qualcosa di molto interessante che bolle in pentola, provate a guardare il punto 3 di questo articolo. 

 

Ecco la sintesi degli argomenti, lo so che sei di fretta, scegli tu cosa approfondire:

 

  1. La news: Google Shopping negli USA, quali sono le vere intenzioni di Google?
  2. Persone: come Google Shopping cambierà le nostre abitudini d’acquisto
  3. Retailer Locali: cosa succederà a chi ha un negozio fisico 
  4. Features: i 5 principali elementi di Google Shopping
  5. Fonti e link di approfondimento

 

La news: Google Shopping negli USA, quali sono le vere intenzioni di Google?

 

Annunciato a maggio, il nuovo Google Shopping è diventato realtà il 3 ottobre con il lancio ufficiale negli USA. Secondo Forbes la mossa di Google nasce dalla necessità di competere con Amazon, che ha portato gli investitori pubblicitari a spostare sulla piattaforma di Bezos budget consistenti per l’advertising di prodotto.

 

Ma questa non è l’unica ragione: con Shopping Google ha deciso di puntare veramente in alto. Dopo essere diventato il nostro assistente personale in quasi ogni ambito della nostra vita – dalle email, al calendario, fino a diventare assistente di viaggio – oggi mira ad essere il nostro “assistente agli acquisti”, per riprendere la lucida lettura di Giorgio Taverniti. 

 

Tutto l’articolo prende spunto dal video di Giorgio: vi consiglio di guardarlo attentamente se volete approfondire le principali implicazioni di tutta la questione e avere uno sguardo più lucido sulle azioni di Google.

 

 

 

E in Italia? Per ora non non sappiamo quando Google Shopping arriverà da noi, ma sicuramente vogliamo farci trovare pronti

 

Persone: come Google Shopping cambierà le nostre abitudini d’acquisto

Per dare un quadro di come la nostra vita potrebbe cambiare grazie a Google Shopping vorrei fare un esempio.

 

Immagina di trovarti in questa situazione: sei appena uscito dal lavoro e non hai fatto altro che correre tutto il giorno. Finalmente riesci a guardare un attimo il telefono e “orrore!Google Calendar ti manda una notifica: oggi è il compleanno del tuo migliore amico e te ne eri scordato! Niente panico, sei ancora in tempo per rimediare. Hai ancora un’ora prima che lui esca dal lavoro. Apri subito Google Maps e cerchi un bel locale per una cena: trovato. Ottime recensioni, il posto è vicino e le foto ti mostrano piatti da favola. Manca solo un piccolo dettaglio: il regalo. Per fortuna ti ricordi che qualche giorno fa ti aveva parlato del nuovo libro del suo scrittore preferito. Ma come acquistarlo in tempo? Google Shopping ti permetterà di cercare il libro nei negozi vicino a te e di confrontare i prezzi. Amicizia salva!

Diciamoci la verità, ormai chiediamo tutto a Google, ci affidiamo a “lui” come se fosse una persona (cosa ovviamente falsa). Ma la possibilità di avere uno strumento che è sempre in grado di darci una risposta, e spesso accurata, ha cambiato radicalmente i nostri comportamenti. Quante volte abbiamo cercato un ristorante sfruttando i suggerimenti di Maps, quante volte ci siamo ricordati di avvenimenti importanti perché il nostro Google Calendar ci ha mandato la notifica anti-figuraccia per tempo? 

 

Il nuovo Google Shopping avrà un impatto del genere: ci permetterà di avere accesso immediato al prodotto che ci serve, sfruttando la potenza del motore di ricerca Google. A quel punto potremo decidere di tenerne monitorato il prezzo, acquistarlo direttamente dalla piattaforma, o di cercarlo nel negozio più vicino a noi.

Retailer Locali: cosa succederà a chi ha un negozio fisico 

Arriviamo a quelle che sono probabilmente le implicazioni più interessanti di tutta la faccenda Google Shopping: le nuove opportunità per i retailer locali.

 

Ormai da anni Google sta mettendo a disposizione degli utenti tanti strumenti gratuiti che permettono ai piccoli retailer di avere un canale fondamentale per farsi conoscere dalle persone e fare inbound in modo “naturale”. (Per sapere meglio cos’è l’inbound puoi leggere il nostro articolo ad hoc). Pensiamo, per esempio, a Google My Business che permette di avere una scheda personalizzata per mettersi in contatto con i propri potenziali clienti, anche senza avere un sito vero e proprio.

 

Con Shopping, Google fa un passo avanti nella rivoluzione degli acquisti offline: i vostri potenziali clienti potranno infatti avere accesso immediato ai vostri prodotti.

 

Torniamo alla scena del paragrafo precedente per capire meglio, ma invertiamo i ruoli: un tuo potenziale cliente è tutto indaffarato a cercare il regalo di compleanno per il suo amico.  Dopo un po’ di ragionamenti, si è deciso per un libro uscito da poco, proprio quello che hai esposto stamattina in vetrina nelle nuove uscite. Con Google Shopping gli basterà digitare il titolo del libro nella barra di ricerca per scoprire subito che potrebbe acquistarlo proprio nel tuo negozio che si trova a pochi metri.

 

Google Shopping diventa così una risorsa fondamentale per chi ha negozi fisici: dà valore alle realtà locali, suggerendo alle persone i luoghi e le migliori opportunità vicine a loro. Bisogna abbandonare l’idea di un Google come “nemico” delle piccole realtà locali! Anzi, i dati ufficiali ci confermano che le abitudini di acquisto degli utenti hanno ormai integrato Google a livello viscerale

  • il 49% dei consumatori utilizza Google per scoprire o trovare un nuovo brand
  • l’88% dei consumatori che sono stati in un negozio fisico nell’ultima settimana dichiarano di avere prima fatto ricerche sul web (leggi: ricerche su Google)

Si parla di numeri pazzeschi, che non possiamo ignorare se vogliamo rimanere al passo con i tempi, ma soprattutto, se vogliamo rimanere vicino ai nostri clienti.

 

I 5 principali elementi di Google Shopping

Per chiarezza e completezza affrontiamo passo passo le novità introdotte con Shopping:

 

  1. Price tracking
  2. Localizzazione
  3. Acquisto diretto con garanzia Google
  4. Personalizzazione
  5. Ispirazione

 

Price tracking

Da oggi potremo decidere di tenere traccia delle variazioni di prezzo di un prodotto che ci interessa: Google ci invierà una notifica quando il prezzo subisce un crollo vantaggioso.

https://storage.googleapis.com/gweb-uniblog-publish-prod/original_images/GIF6_GS_Keynote_Pricetracking-with-notification-1345×1280.gif

 

Non dovremo più preoccuparci di impazzire guardando continuamente i prezzi di quell’oggetto di cui proprio abbiamo bisogno: Google lo farà per noi. 

Localizzazione

 

Con “localizzazione” intendiamo il fatto che Google ci indicherà dove possiamo trovare un prodotto anche nei negozi fisici. Come abbiamo visto approfonditamente al paragrafo sui cambiamenti per i retailer locali. Ormai non possiamo più distinguere una cosiddetta “vita virtuale” da una “reale”, si parla più correttamente di online e offline, ma Google sta abbattendo queste barriere. Le nuove tecnologie fanno parte di noi ad un livello profondissimo e cambiano le nostre abitudini. Google lo sa, tanto che definisce sé stesso un lifesaver:

 

“Google Shopping lets you filter for nearby products, so you can find local stores that carry what you need and see whether they have it in stock. This feature could be a lifesaver if you find yourself looking for a last minute gift for the holidays and shipping just won’t cut it.”

 

(Google Shopping ti permette di filtrare i prodotti disponibili localmente secondo un criterio di prossimità, in modo da poter trovare i negozi che hanno ciò di cui hai bisogno e di verificarne l’effettiva disponibilità in magazzino. Questa funzione potrebbe essere un salvavita se vi trovate alla ricerca di un regalo dell’ultimo minuto per le vacanze e i tempi di spedizione non vi permettono di effettuare un acquisto online)

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Acquisto diretto con garanzia Google

Se c’è “qualcuno” di cui davvero ci fidiamo è Google, dobbiamo ammetterlo. Ed è proprio su questo che fa leva la prossima feature: l’acquisto diretto del prodotto tramite Google Shopping con l’aggiunta della “garanzia Google”. Potremo fare i nostri acquisti da diversi store direttamente e senza lasciare la piattaforma. Il checkout sarà basato sul nostro account Google, quindi rapido e sicuro e ogni acquisto entrerà sotto l’egida delle politiche di assistenza di Google, dalla customer care ai resi e rimborsi. 

 

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Personalizzazione

Niente di nuovo sotto il sole per la personalizzazione: ormai Google “sa tutto di noi” e anche le SERP sono personalizzate per ogni utente. Dire che Google Shopping sarà unica per per ogni utente, quindi, non ci stupisce. Google cercherà sempre di proporci risultati che ci possano piacere, altrimenti andremmo a cercare una risposta alle nostre esigenze altrove! Del resto riesce davvero a semplificarci la vita.

via GIPHY

Google e noi: una love story assicurata dalla condivisione dei dati.

 

Ispirazione o style inspiration

Ho lasciato questa feature per ultima perché è la meno determinante a mio avviso, anche se resta comunque interessante. Tramite Google Lens potremo infatti inquadrare un prodotto e vedere come altre persone lo hanno utilizzato per esempio per realizzare un outfit, e da lì acquistare il resto dei prodotti. Un po’ come “Shop the look” su Pinterest.

Fonti e link di approfondimento

 

  • Blog di Google – Find the best prices and places to buy with Google Shopping

https://www.blog.google/products/shopping/find-best-prices-and-places-buy-google-shopping/

  • Video di Giorgio Taverniti – P-A-Z-Z-E-S-C-O il nuovo Google Shopping! Amazon e Comparatori nel mirino 

https://www.youtube.com/watch?v=XORN0OYq1Os 

  • Forum GT – Google Shopping: la nuova versione punta Amazon. Ricerca anche nei negozi fisici!

http://www.giorgiotave.it/forum/internet-news/261041-google-shopping-la-nuova-versione-punta-amazon-ricerca-anche-nei-negozi-fisici.html

 

 

 

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Marketing

La tua azienda è a Bologna? Ecco i nuovi voucher digitali. 10.000€ per progetti di consulenza e formazione.

E’ tempo di bandi. Archiviata la pratica voucher digitalizzazione del MISE (almeno per quanto riguarda la domanda e l’assegnazione), passiamo ad un’altra interessante opportunità: il bando Voucher Digitali I4.0 – Anno 2018 della Camera di Commercio di Bologna.  Il bando  mette a disposizione un totale di 840.000€ per contributi a fondo perduto del 50% delle spese ammissibili. L’importo massimo del voucher potrà essere di 10.000€.

Interessa tutte le imprese del territorio bolognese che siano interessate a innovazioni riguardanti le tecnologie digitali, sia per nuovi progetti che per il consolidamento di percorsi già intrapresi.

Una prima importante precisazione riguarda le attività finanziabili, perché tutti i bandi camerali prevedono contributi esclusivamente per attività di consulenza e formazione, e non per la realizzazione del progetto. La Camera di Commercio di Bologna ha inserito tra i costi finanziabili anche quelli relativi a software, licenze e canoni di servizi cloud, rigorosamente se inerenti alle consulenze e i progetti formativi erogati.

Quindi se cercate finanziamenti per realizzare un sito e-commerce questo non è il bando giusto. Invece, se siete interessati a una consulenza per sapere quale sia il miglior software CRM adatto alla vostra azienda il bando vi riguarda, perché potrete inserire nella domanda anche il finanziamento per la formazione e per le licenze del software. Noi che siamo innamorati di HubSpot (vedi il nostro articolo sui CRM) e conosciamo bene i costi di una versione Professional o Entreprise abbiamo le orecchie dritte. Un altro caso può essere quello di un’azienda che ha iniziato un percorso di digitalizzazione ma necessita di una consulenza per poter formare il proprio personale  nella gestione delle nuove tecnologie. 

Il bando rientra nel “Piano Nazionale Impresa 4.0” del Ministero dello Sviluppo Economico e del progetto “Punto Impresa Digitale” (PID) della Camera di commercio bolognese che ha il fine di promuovere la diffusione della cultura e della pratica digitale nelle micro, piccole e medie imprese.

E’ importante vedere quali sono gli scopi principali che muovono le intenzioni della Camera di Commercio, perché è bene averle chiare quando si dovrà redarre il progetto:

  1. Creare collaborazioni tra le imprese e i soggetti altamente qualificati nell’utilizzo delle tecnologhe Industria 4.0. Questo è un aspetto importante, perché gli imprenditori si sentono dire che devono digitalizzare le proprie aziende, ma spesso non conoscono nello specifico il significato e le opportunità di questo processo, oppure non sanno a chi rivolgersi per metterle in pratica.
  1. Promuovere l’utilizzo di soluzioni e tecnologie presenti nel Piano Nazionale Impresa 4.0, stimolando quelle aziende che necessitano di consulenza vista la complessità di alcuni strumenti tecnologici.

Gli ambiti tecnologici per i quali si può chiedere il voucher sono divisi in due elenchi:

Elenco 1:

  • soluzioni per la manifattura avanzata
  • manifattura additiva
  • soluzioni tecnologiche per la navigazione immersiva, interattiva e partecipativa del e nell’ambiente reale (realtà aumentata, realtà virtuale e ricostruzioni 3D)
  • simulazione
  • integrazione verticale e orizzontale
  • Industrial Internet e IoT
  • cloud
  • cybersicurezza e business continuity
  • Big Data e Analytics
  • Soluzioni tecnologiche digitali di filiera finalizzate all’ottimizzazione della gestione della supply chain e della gestione delle relazioni con i diversi attori (es. sistemi che abilitano soluzioni di Drop Shipping, di “azzeramento di magazzino” e di “just in time”)
  • Software, piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio (comunicazione intra-impresa, impresa-campo con integrazione telematica dei dispositivi on-field e dei dispositivi mobili, rilevazione telematica di prestazioni e guasti dei dispositivi on-field; incluse attività connesse a sistemi informativi e gestionali – ad es. ERP, MES, PLM, SCM, CRM, etc.- e progettazione ed utilizzo di tecnologie di tracciamento, ad es. RFID, barcode, etc).

 

Elenco 2:

Questo secondo elenco dipende dal primo, le voci che seguono vanno quindi prese in considerazione solo come espansione o azione successiva di un processo tecnologico presente nel primo elenco, sempre limitatamente ai servizi di consulenza:

  • sistemi di e-commerce
  • sistemi di pagamento mobile e/o via Internet e fatturazione elettronica
  • sistemi EDI, Electronic Data Interchange
  • geolocalizzazione
  • tecnologie per l’in-store customer experience
  • system integration applicata all’automazione dei processi

Se quindi siete interessati alla soluzione “sistemi di e-commerce” questa dovrà essere collegata ad un’attività dell’elenco 1, per esempio un progetto di Drop Shipping che preveda anche il commercio elettronico per la vendita finale.

La Camera di commercio ha individuato due tipologie di innovazione tecnologica, definite misure.

E’ bene studiarsele attentamente perché prevedono due percorsi distinti, una misura esclude l’altra (non è possibile presentare più di una domanda), la modalità di ammissione delle richieste avviene in modo diverso e anche le cifre messe a disposizione sono diverse:

Misura A:

Progetti indirizzati alla introduzione delle tecnologie che coinvolgano più imprese.

In questo caso deve essere una singola impresa a presentare la domanda, inserendo l’elenco di tutte le imprese coinvolte. Sono ammissibili spese:

  • per servizi di consulenza relativi a una o più tecnologie tra quelle previste dal bando;
  • attività di formazione specialistica complementare alla consulenza, sempre se inerenti alle tecnologie presenti nel progetto;
  • spese sostenute per software, licenze software, canoni di utilizzo software in cloud (sempre se inerenti al progetto e all’innovazione tecnologica per la quale si sta richiedendo il voucher).

Disponibilità: 250.000 €

Importo voucher min-max: 6.000 – 10.000 €

Modalità di ammissione: avviene per procedura valutativa a graduatoria. Al progetto verrà assegnato un punteggio e di conseguenza creata una classifica. L’assegnazione dei fondi avverrà quindi seguendo la graduatoria fino a esaurimento delle risorse assegnate. 

Il superamento dell’istruttoria amministrativa iniziale non è l’unico scoglio, successivamente sarà effettuata una valutazione di ammissibilità tecnica per valutare l’ammissione del contributo.

 

Misura B:

Riguarda le domande presentate da singole aziende per servizi di formazione e consulenza necessarie per l’introduzione delle tecnologie elencate sopra, comprensive delle eventuali spese di licenza software o abbonamenti per i servizi in cloud.

Disponibilità: 590.000 €

Importo voucher min-max: 6.000 – 10.000 €

Modalità di ammissione: è prevista una procedura a sportello valutativo secondo l’ordine cronologico di presentazione della domanda. Questo è un aspetto fondamentale, perché l’assegnazione dei fondi avvengono seguendo l’elenco fino ad esaurimento. Se siete interessati a questa misura sarà quindi importante il tempismo: prima presentate la domanda meglio è.

Come per la misura A l’ammissione “amministrativa” non basta, successivamente sarà svolta una valutazione sull’attinenza della domanda rispetto agli ambiti tecnologici richiesti dal bando.

 

Vi è andata male e non siete stati ammessi? Non disperate, perché un responso negativo non è detto che sia definitivo. Infatti il bando fa riferimento a 3 responsi:

  1. Domande ammesse e finanziabili: in questo caso potete stare tranquilli, il vostro progetto riceverà i fondi.
  2. Domande ammesse ma non finanziabili per esaurimento delle risorse a disposizione, quindi a causa di posizione bassa in graduatoria. In questo caso non bisogna darsi per sconfitti, perché se nei 90 giorni successivi si liberano delle risorse a seguito di rinunce, queste saranno riassegnate seguendo la graduatoria.
  3. Domane non ammesse per mancato superamento di una delle due istruttorie (amministrativa o tecnica). In questo caso non c’è nulla da fare, è andata male.

 

Prima di concludere, alcune importanti precisazioni:

  1. I costi di licenze non possono superare quelli della consulenza per relativo software;
  2. Le aziende che hanno già beneficiato del bando Voucher Digitali I4.0 2017 non sono considerate ammissibili;
  3. Il fornitore dei servizi deve avere sede nell’Unione Europea;
  4. Non sono ammissibili progetti formativi che prevedano l’erogazione di formazione obbligatoria per legge;
  5. La richiesta del voucher deve avvenire prima dell’avvio dell’attività di consulenza o formazione.

E un importante consiglio: preparate tutto per tempo. Compilate la documentazione con largo anticipo firmando tutto digitalmente:

    1. il modello base telematico;
    2. modulo di domanda (attenzione, per la misura A e la misura B la modulistica è diversa, qui trovate tutti i dettagli);
    3. I preventivi di spesa;
    4. l self-assessment di maturità digitale.

Non fatevi trovare impreparati, perché in questo caso le tempistiche sono fondamentali:  la presentazione delle domande deve avvenire dalle ore 9:00 del 17/9/2018 alle ore 13:00 del 3/10/2018. Il bando potrebbe essere chiuso anticipatamente per esaurimento delle risorse, inoltre per le richieste riguardanti la Misura B vale l’ordine di presentazione delle domande. Quindi questa volta il tempismo conta, preparatevi per tempo e inviate tutta la documentazione il prima possibile. Anche un ritardo di pochi giorni, causato magari da un documento non compilato correttamente, può essere fatale.

Sei pronto a presentare la tua domanda? Di che tipo di consulenza o formazione senti il bisogno?

Se vuoi fare due chiacchiere con noi sai dove trovarci.

Riferimenti:

https://www.bo.camcom.gov.it/it/promozione-interna/voucher-digitali-i40-anno-2018

Delibera Camera di Commercio

FAQ: https://www.bo.camcom.gov.it/it/promozione-interna/faq-voucher-digitali-i40-2018

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Il bando “Voucher digitalizzazione per le PMI”, spiegato bene – AGGIORNAMENTO 16 Maggio 2018

Nel mese di marzo il Ministero dello Sviluppo Economico ha comunicato un importante aggiornamento, aumentando notevolmente la dotazione finanziaria dell’interno bando. Da i 100 milioni iniziali si è passati a 342,5 milioni di euro. Stiamo quindi parlando di un decreto in corso di pubblicazione ufficiale che triplica la cifra iniziale.

La motivazione è semplice e si evince da una nota del dicastero: “La decisione è stata presa, a fronte di oltre 90.000 domande presentate, per evitare che il riparto delle risorse stanziate all’origine  (100 milioni di euro per l’intero territorio nazionale) sia sensibilmente inferiore a quello richiesto dalla singola impresa”. In sostanza stando ai 100 mln iniziali, suddivisi per tutte le imprese ammissibili, sarebbero arrivate briciole. Si parlava di circa il 16% della spesa sostenuta, ora ci si avvicina al 45%, ma sono percentuali da prendere con la dovuta cautela perché non sono ufficiali ma frutto di semplici calcoli aritmetici. Infatti la distribuzione non sarà uniforme in tutta Italia, mentre al sud dovrebbe esserci una copertura del 100% del fabbisogno, per le aziende del nord si tratta solo del 30-35%.

Ovviamente di questa novità possono beneficiare le aziende che già hanno richiesto il voucher e già rientrano nella lista delle aziende assegnatarie che potete consultare qui. Queste aziende possono già iniziare a spendere le cifre previste dal progetto presentato, la cosa importante è inserire nelle fatture dei fornitori la dicitura prevista dal bando:

“Spesa di euro xxxx (al netto dell’iva) dichiarata per l’erogazione del Voucher di cui al D.M. 23 settembre 2014” e il saldo va effettuato rigorosamente mediante bonifico SEPA Credit Transfer, indicando nella causale Bene acquistato ai sensi del Decreto MISE 23 settembre 2014“.

Inoltre le spese vanno effettuate tutte entro il 14 settembre 2018. Detto questo, alla luce dell’integrazione dei nuovi contributi.


Se ne parla molto, a ragione, perché è un’ottima opportunità. Si tratta di un finanziamento ministeriale fino ad un massimo di 10.000 € per progetti di digitalizzazione aziendale e ammodernamento tecnologico. Non sono cifre astronomiche ma sono quelle giuste per incentivare le aziende a fare investimenti in progetti “digitali” che magari hanno da tempo nel cassetto. E’ un bando interessante perché se la cifra massima finanziabile non è altissima, la somma totale a disposizione invece lo è: 100 milioni su base nazionale. Quindi le possibilità di vedersi assegnare qualcosa sono concrete.

Però si sta facendo anche molta confusione e spesso il bando viene spiegato in termini semplicistici tralasciando dettagli fondamentali per la corretta partecipazione allo stesso. Proviamo a fare chiarezza:

Che cosa finanzia

Questa è la parte più facile: il sito del Ministero dello Sviluppo Economico  è piuttosto chiaro ed è la parte che probabilmente già conoscete. Il bando finanzia micro, piccole e medie imprese per interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico.

Le attività sono divise in 6 differenti campi:

  1. Il miglioramento dell’efficienza aziendale;
  2. La modernizzazione dell’organizzazione del lavoro, tale da favorire l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità, tra cui il telelavoro;
  3. Lo sviluppo di soluzioni di e-commerce;
  4. La connettività a banda larga e ultralarga;
  5. Il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
  6. La formazione qualificata, nel campo ICT, del personale dell’impresa.

Come già detto la cifra massima finanziabile è di 10.000 € e può essere erogato il 50% di un intero progetto. Quindi le aziende devono comunque prevedere un investimento: se si propone un progetto da 20.000 € l’azienda potrà richiedere un rimborso di 10.000 €.  Le somme effettivamente erogate potranno essere inferiori se il monte delle erogazioni ammesse sarà superiore alla somma totale disponibile.

La cosa si fa comunque interessante anche per progetti piccoli che potrebbero coinvolgere micro imprese alle quali il Ministero fa chiaramente riferimento. Alcune aziende o liberi professionisti potrebbero avere da tempo nel cassetto progetti di digitalizzazione: sapere che è possibile ottenere un rimborso del 50% è un ottimo incentivo per tirarli fuori.

Come promemoria la tabella seguente mostra la differenziazione tra micro, piccole e medie imprese:

micro impresa
piccola impresa
media impresa
a) dipendenti
meno di 10
meno di 50
meno di 250
b)fatturato
non superiore a € 2 milioni
non superiore a € 10 milioni
non superiore a € 50 milioni
oppure
oppure
oppure
c) totale di bilancio
non superiore a € 2 milioni
non superiore a € 10 milioni
non superiore a € 43 milioni

Chi non può partecipare

Non tutte le PMI possono partecipare. Dal bando emerge chiaramente come siano escluse le imprese operanti nel settore della pesca e dell’acquacoltura o nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli. Se commercializzate prodotti per l’agricoltura la domanda dovrebbe essere comunque accolta perché il bando cita come attività la “produzione agricola” e non la commercializzazione. Quindi un e-commerce di sementi o prodotti per il giardino rientra tra i progetti finanziabili. Tutto ciò avviene in conformità con le norme europee con i finanziamenti definiti “de minimis”. I coraggiosi posso approfondire a questo link.

Base regionale

Un aspetto importante che spesso si trascura è l’assegnazione su base regionale del bando. Infatti i voucher non saranno distribuiti in modo omogeneo su base nazionale, ma è stata assegnata una quota ben precisa ad ogni regione italiana, regioni che a loro volta sono suddivise in tre macro gruppi: Regioni in transizione (Abruzzo, Molise, Sardegna), Regioni meno sviluppate (Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia) e Altre Regioni. Le cifre precise le potete vedere in questa tabella:

Questa distinzione è importante perchè facendo un rapido calcolo tra cifra finanziata e numero di aziende regione per regione vedremo come alcune aziende ubicate in alcune zone d’Italia avranno una possibilità maggiore di ottenere il voucher. Le regioni categorizzate come “meno sviluppate” hanno a disposizione una cifra maggiore rispetto a quelle nella categorie “altre Regioni”. Detto questo sono convinto che tutte le PMI di tutte le regioni dovrebbero partecipare, ma se avete un’azienda in Basilicata, Campania, Calabria, Puglia o Sicilia avete anche un motivo in più per richiedere il voucher: il Ministero ha deciso di offrirvi una piccola agevolazione in più.

Requisiti

Alcuni requisiti minimi possono sembrare scontati per aziende strutturare abituate a partecipare a bandi pubblici. Ma molti tra gli interessati potrebbero essere liberi professionisti o semplicemente Start Up che non hanno ancora avuto a che fare con il magico mondo della burocrazia digitale pubblica. E’ quindi meglio fare un ripasso:

  1. Carta Nazionale dei Servizi: è la Smart Card consegnata dalla Camera di Commercio ed è l’identità digitale della vostra azienda. E’ fondamentale averla per partecipare al bando perché è quella che vi permetterà di firmare digitalmente la richiesta.  Attenzione perché la Smart Card ha una scadenza, non basta averla, deve essere anche validata. Ha validità 3 anni, se è in scadenza avete tempo entro i 90 giorni dalla scadenza per rinnovarla on line, altrimenti sarete costretti a richiederne una nuova e sarà meglio affrettarsi perché i tempi tecnici di emissione non sono immediati.
  2. PEC valida e registrata presso il Registro delle Imprese.
  3. I dati dell’azienda devono essere aggiornati presso il Registro delle Imprese. Quindi se di recente è avvenuto un cambio societario (banalmente l’indirizzo della sede o altro) è bene controllare che siano stati comunicati correttamente.
  4. Requisito non fondamentale: il Rating di Legalità. Non è obbligatorio averlo, ma le imprese che lo hanno conseguito sono agevolate in quanto il bando prevede una quota del 5% riservato a loro. Per ottenerlo però l’azienda deve avere un fatturato di almeno 2 milioni nell’anno precedente alla richiesta, aspetto che taglia fuori automaticamente tutte le micro imprese (qui potete trovare maggiori informazioni).
  5.  Il fornitore dei servizi deve consegnare una liberatoria a chi partecipa al bando nel quale dichiara che i lavori sono stati regolarmente pagati nella loro interezza (infatti il voucher sarà erogato a spesa effettuata). Quindi è bene avere a che fare con un fornitore di fiducia con il quale si ha un rapporto diretto per poter chiedere la compilazione della documentazione richiesta.

Campi di intervento: cosa poter proporre

Le categorie alle quali poter partecipare sono sei. Qui proponiamo degli interventi concreti che concederanno solo tre campi, in base a quelle che sono le nostre competenze di web agency:

Il miglioramento dell’efficienza aziendale

  • E-commerce: se avete un negozio online con un database non ancora sincronizzato al gestionale di magazzino questa può essere una buona opportunità per correre ai ripari.
  • Licenze: il bando specifica che Il voucher è utilizzabile per l’acquisto di software, hardware e/o servizi . Quindi anche servizi come la suite Adobe Creative, la licenza Dropbox Business, Trello Premium, Atoka, Seo Zoom, Instapage, Linkedin Sales Navigator, HubSpot, tutti strumenti secondo noi fondamentali per il miglioramento dell’efficienza aziendale. Qui c’è un problema però: come detto in precedenza il fornitore deve consegnare una liberatoria, è quindi bene appoggiarsi ad un’agenzia che possa fare da tramite e gestire questi passaggi per poter avere un riferimento unico.
  • Piani di digital marketing per poter migliorare l’efficienza aziendale nell’acquisizione di nuovi clienti. Può essere il momento buono per abbandonare le vecchie strategie di Contact Center.

Lo sviluppo di soluzioni di e-commerce

  • La realizzazione di uno shop online ma anche l’ammodernamento di un vecchio sito che ha bisogno di un restyling, di un aggiornamento CMS o di una semplice implementazione di nuove features.

La formazione qualificata, nel campo ICT, del personale dell’impresa

  • Formazione al personale ICT per l’utilizzo dello shop online
  • Formazione per la creazione di piani di web marketing a sostegno dell’attività appena avviata

Non abbiamo la sfera di cristallo e non possiamo affermare con certezza che tutti i progetti di questo tipo saranno approvati, ma secondo il nostro parere sono tutti pienamente coerenti con i parametri del bando.

Come avviene l’assegnazione

Si potrà partecipare rigorosamente e unicamente via telematica tra le  ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e le ore 17.00 del 9 febbraio 2018. Non verrà tenuto in considerazione l’ordine di arrivo delle domande, quindi non serve scannarsi, non ci sarà nessun clic day. E’ però consigliato fare un po’ di palestra prima di partecipare in via definitiva, perché la finestra temporale è breve e se si incontrano degli imprevisti il tempo per risolverli è poco. Per fortuna il Ministero renderà possibile l’accesso alla procedura informatica già dal 15 gennaio e si potranno fare tutte le prove del caso. Entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello comunicherà quali imprese hanno ottenuto il voucher. Se l’ammontare delle cifre richieste e ammesse supererà i 100 milioni a disposizione avverrà una ripartizione tra i richiedenti sempre su base regionale. Se sarete tra i fortunati assegnatari attenzione perché non finisce qua: dovete presentare, entro 30 giorni dalla data di ultimazione delle spese, la richiesta di erogazione, allegando i titoli di spesa.

Quindi, noi il 15 gennaio ci collegheremo, saremo online e faremo la nostra prova di precompilazione del bando, e su questi schermi vedrete le nostre prime considerazioni: continuate a seguirci!