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Il bando “Voucher digitalizzazione per le PMI”, spiegato bene – AGGIORNAMENTO 16 Maggio 2018

Nel mese di marzo il Ministero dello Sviluppo Economico ha comunicato un importante aggiornamento, aumentando notevolmente la dotazione finanziaria dell’interno bando. Da i 100 milioni iniziali si è passati a 342,5 milioni di euro. Stiamo quindi parlando di un decreto in corso di pubblicazione ufficiale che triplica la cifra iniziale.

La motivazione è semplice e si evince da una nota del dicastero: “La decisione è stata presa, a fronte di oltre 90.000 domande presentate, per evitare che il riparto delle risorse stanziate all’origine  (100 milioni di euro per l’intero territorio nazionale) sia sensibilmente inferiore a quello richiesto dalla singola impresa”. In sostanza stando ai 100 mln iniziali, suddivisi per tutte le imprese ammissibili, sarebbero arrivate briciole. Si parlava di circa il 16% della spesa sostenuta, ora ci si avvicina al 45%, ma sono percentuali da prendere con la dovuta cautela perché non sono ufficiali ma frutto di semplici calcoli aritmetici. Infatti la distribuzione non sarà uniforme in tutta Italia, mentre al sud dovrebbe esserci una copertura del 100% del fabbisogno, per le aziende del nord si tratta solo del 30-35%.

Ovviamente di questa novità possono beneficiare le aziende che già hanno richiesto il voucher e già rientrano nella lista delle aziende assegnatarie che potete consultare qui. Queste aziende possono già iniziare a spendere le cifre previste dal progetto presentato, la cosa importante è inserire nelle fatture dei fornitori la dicitura prevista dal bando:

“Spesa di euro xxxx (al netto dell’iva) dichiarata per l’erogazione del Voucher di cui al D.M. 23 settembre 2014” e il saldo va effettuato rigorosamente mediante bonifico SEPA Credit Transfer, indicando nella causale Bene acquistato ai sensi del Decreto MISE 23 settembre 2014“.

Inoltre le spese vanno effettuate tutte entro il 14 settembre 2018. Detto questo, alla luce dell’integrazione dei nuovi contributi.


Se ne parla molto, a ragione, perché è un’ottima opportunità. Si tratta di un finanziamento ministeriale fino ad un massimo di 10.000 € per progetti di digitalizzazione aziendale e ammodernamento tecnologico. Non sono cifre astronomiche ma sono quelle giuste per incentivare le aziende a fare investimenti in progetti “digitali” che magari hanno da tempo nel cassetto. E’ un bando interessante perché se la cifra massima finanziabile non è altissima, la somma totale a disposizione invece lo è: 100 milioni su base nazionale. Quindi le possibilità di vedersi assegnare qualcosa sono concrete.

Però si sta facendo anche molta confusione e spesso il bando viene spiegato in termini semplicistici tralasciando dettagli fondamentali per la corretta partecipazione allo stesso. Proviamo a fare chiarezza:

Che cosa finanzia

Questa è la parte più facile: il sito del Ministero dello Sviluppo Economico  è piuttosto chiaro ed è la parte che probabilmente già conoscete. Il bando finanzia micro, piccole e medie imprese per interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e di ammodernamento tecnologico.

Le attività sono divise in 6 differenti campi:

  1. Il miglioramento dell’efficienza aziendale;
  2. La modernizzazione dell’organizzazione del lavoro, tale da favorire l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità, tra cui il telelavoro;
  3. Lo sviluppo di soluzioni di e-commerce;
  4. La connettività a banda larga e ultralarga;
  5. Il collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
  6. La formazione qualificata, nel campo ICT, del personale dell’impresa.

Come già detto la cifra massima finanziabile è di 10.000 € e può essere erogato il 50% di un intero progetto. Quindi le aziende devono comunque prevedere un investimento: se si propone un progetto da 20.000 € l’azienda potrà richiedere un rimborso di 10.000 €.  Le somme effettivamente erogate potranno essere inferiori se il monte delle erogazioni ammesse sarà superiore alla somma totale disponibile.

La cosa si fa comunque interessante anche per progetti piccoli che potrebbero coinvolgere micro imprese alle quali il Ministero fa chiaramente riferimento. Alcune aziende o liberi professionisti potrebbero avere da tempo nel cassetto progetti di digitalizzazione: sapere che è possibile ottenere un rimborso del 50% è un ottimo incentivo per tirarli fuori.

Come promemoria la tabella seguente mostra la differenziazione tra micro, piccole e medie imprese:

micro impresa
piccola impresa
media impresa
a) dipendenti
meno di 10
meno di 50
meno di 250
b)fatturato
non superiore a € 2 milioni
non superiore a € 10 milioni
non superiore a € 50 milioni
oppure
oppure
oppure
c) totale di bilancio
non superiore a € 2 milioni
non superiore a € 10 milioni
non superiore a € 43 milioni

Chi non può partecipare

Non tutte le PMI possono partecipare. Dal bando emerge chiaramente come siano escluse le imprese operanti nel settore della pesca e dell’acquacoltura o nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli. Se commercializzate prodotti per l’agricoltura la domanda dovrebbe essere comunque accolta perché il bando cita come attività la “produzione agricola” e non la commercializzazione. Quindi un e-commerce di sementi o prodotti per il giardino rientra tra i progetti finanziabili. Tutto ciò avviene in conformità con le norme europee con i finanziamenti definiti “de minimis”. I coraggiosi posso approfondire a questo link.

Base regionale

Un aspetto importante che spesso si trascura è l’assegnazione su base regionale del bando. Infatti i voucher non saranno distribuiti in modo omogeneo su base nazionale, ma è stata assegnata una quota ben precisa ad ogni regione italiana, regioni che a loro volta sono suddivise in tre macro gruppi: Regioni in transizione (Abruzzo, Molise, Sardegna), Regioni meno sviluppate (Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sicilia) e Altre Regioni. Le cifre precise le potete vedere in questa tabella:

Questa distinzione è importante perchè facendo un rapido calcolo tra cifra finanziata e numero di aziende regione per regione vedremo come alcune aziende ubicate in alcune zone d’Italia avranno una possibilità maggiore di ottenere il voucher. Le regioni categorizzate come “meno sviluppate” hanno a disposizione una cifra maggiore rispetto a quelle nella categorie “altre Regioni”. Detto questo sono convinto che tutte le PMI di tutte le regioni dovrebbero partecipare, ma se avete un’azienda in Basilicata, Campania, Calabria, Puglia o Sicilia avete anche un motivo in più per richiedere il voucher: il Ministero ha deciso di offrirvi una piccola agevolazione in più.

Requisiti

Alcuni requisiti minimi possono sembrare scontati per aziende strutturare abituate a partecipare a bandi pubblici. Ma molti tra gli interessati potrebbero essere liberi professionisti o semplicemente Start Up che non hanno ancora avuto a che fare con il magico mondo della burocrazia digitale pubblica. E’ quindi meglio fare un ripasso:

  1. Carta Nazionale dei Servizi: è la Smart Card consegnata dalla Camera di Commercio ed è l’identità digitale della vostra azienda. E’ fondamentale averla per partecipare al bando perché è quella che vi permetterà di firmare digitalmente la richiesta.  Attenzione perché la Smart Card ha una scadenza, non basta averla, deve essere anche validata. Ha validità 3 anni, se è in scadenza avete tempo entro i 90 giorni dalla scadenza per rinnovarla on line, altrimenti sarete costretti a richiederne una nuova e sarà meglio affrettarsi perché i tempi tecnici di emissione non sono immediati.
  2. PEC valida e registrata presso il Registro delle Imprese.
  3. I dati dell’azienda devono essere aggiornati presso il Registro delle Imprese. Quindi se di recente è avvenuto un cambio societario (banalmente l’indirizzo della sede o altro) è bene controllare che siano stati comunicati correttamente.
  4. Requisito non fondamentale: il Rating di Legalità. Non è obbligatorio averlo, ma le imprese che lo hanno conseguito sono agevolate in quanto il bando prevede una quota del 5% riservato a loro. Per ottenerlo però l’azienda deve avere un fatturato di almeno 2 milioni nell’anno precedente alla richiesta, aspetto che taglia fuori automaticamente tutte le micro imprese (qui potete trovare maggiori informazioni).
  5.  Il fornitore dei servizi deve consegnare una liberatoria a chi partecipa al bando nel quale dichiara che i lavori sono stati regolarmente pagati nella loro interezza (infatti il voucher sarà erogato a spesa effettuata). Quindi è bene avere a che fare con un fornitore di fiducia con il quale si ha un rapporto diretto per poter chiedere la compilazione della documentazione richiesta.

Campi di intervento: cosa poter proporre

Le categorie alle quali poter partecipare sono sei. Qui proponiamo degli interventi concreti che concederanno solo tre campi, in base a quelle che sono le nostre competenze di web agency:

Il miglioramento dell’efficienza aziendale

  • E-commerce: se avete un negozio online con un database non ancora sincronizzato al gestionale di magazzino questa può essere una buona opportunità per correre ai ripari.
  • Licenze: il bando specifica che Il voucher è utilizzabile per l’acquisto di software, hardware e/o servizi . Quindi anche servizi come la suite Adobe Creative, la licenza Dropbox Business, Trello Premium, Atoka, Seo Zoom, Instapage, Linkedin Sales Navigator, HubSpot, tutti strumenti secondo noi fondamentali per il miglioramento dell’efficienza aziendale. Qui c’è un problema però: come detto in precedenza il fornitore deve consegnare una liberatoria, è quindi bene appoggiarsi ad un’agenzia che possa fare da tramite e gestire questi passaggi per poter avere un riferimento unico.
  • Piani di digital marketing per poter migliorare l’efficienza aziendale nell’acquisizione di nuovi clienti. Può essere il momento buono per abbandonare le vecchie strategie di Contact Center.

Lo sviluppo di soluzioni di e-commerce

  • La realizzazione di uno shop online ma anche l’ammodernamento di un vecchio sito che ha bisogno di un restyling, di un aggiornamento CMS o di una semplice implementazione di nuove features.

La formazione qualificata, nel campo ICT, del personale dell’impresa

  • Formazione al personale ICT per l’utilizzo dello shop online
  • Formazione per la creazione di piani di web marketing a sostegno dell’attività appena avviata

Non abbiamo la sfera di cristallo e non possiamo affermare con certezza che tutti i progetti di questo tipo saranno approvati, ma secondo il nostro parere sono tutti pienamente coerenti con i parametri del bando.

Come avviene l’assegnazione

Si potrà partecipare rigorosamente e unicamente via telematica tra le  ore 10.00 del 30 gennaio 2018 e le ore 17.00 del 9 febbraio 2018. Non verrà tenuto in considerazione l’ordine di arrivo delle domande, quindi non serve scannarsi, non ci sarà nessun clic day. E’ però consigliato fare un po’ di palestra prima di partecipare in via definitiva, perché la finestra temporale è breve e se si incontrano degli imprevisti il tempo per risolverli è poco. Per fortuna il Ministero renderà possibile l’accesso alla procedura informatica già dal 15 gennaio e si potranno fare tutte le prove del caso. Entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello comunicherà quali imprese hanno ottenuto il voucher. Se l’ammontare delle cifre richieste e ammesse supererà i 100 milioni a disposizione avverrà una ripartizione tra i richiedenti sempre su base regionale. Se sarete tra i fortunati assegnatari attenzione perché non finisce qua: dovete presentare, entro 30 giorni dalla data di ultimazione delle spese, la richiesta di erogazione, allegando i titoli di spesa.

Quindi, noi il 15 gennaio ci collegheremo, saremo online e faremo la nostra prova di precompilazione del bando, e su questi schermi vedrete le nostre prime considerazioni: continuate a seguirci!

41 risposte su “Il bando “Voucher digitalizzazione per le PMI”, spiegato bene – AGGIORNAMENTO 16 Maggio 2018”

Ciao, grazie per il post esaustivo (più del sito ufficiale del bando!).
Domanda: tu scrivi che è possibile includere tra le spese le licenze software, come ad esempio Adobe.
Nelle faq del sito il punto 2.5 dice:
2.5 Sono ammissibili i costi sostenuti per l’acquisto a tempo determinato di licenze d’uso dei software?

Si, fermo restando l’osservanza da parte dell’impresa beneficiaria dell’obbligo previsto all’articolo 8, comma, 2, lettera e), del decreto direttoriale 24 ottobre 2017. In particolare, nel caso di acquisto di soluzioni software, sono ammissibili i soli costi relativi all’acquisizione dei programmi informatici (anche a titolo di licenza d’uso) a condizione che gli stessi risultino iscrivibili in bilancio tra le immobilizzazioni immateriali dell’impresa beneficiaria. Sono invece esclusi dalle agevolazioni i costi sostenuti per canoni che, pur consentendo l’utilizzo dei software (ad esempio per soluzioni Software as a Service – SaaS o relativi all’assistenza/aggiornamento dei programmi) non comportano l’acquisto del software da parte dell’impresa.

La mia domanda è: secondo te i vari bundle di Woocommerce possono essere inclusi (sempre considerando che dovrei ottenere la liberatoria da Woocommerce) oppure no? Grazie mille e complimenti ancora per la chiarezza, ciao!

Ciao Laura,
Grazie per lo spunto. Sulla questione esiste una precisazione del Ministero, ma come sempre bisogna utilizzare anche una buona dose di interpretazione.
Noi abbiamo ricevuto le seguenti informazioni: al Ministero è stato fatto notare che ormai i software non si acquistano più una tantum ma su licenza, spesso annuale. Quindi è satta fatta una precisazione per permettere l’inserimento nel bando anche abbonamenti a software o tool a patto che i costi vivi siano per l’utilizzo di almeno 4 anni. Questo perché bisogna dimostrare che i progetti siano continuativi nel tempo. Il problema è che in molti casi non è semplice ottenere questo per soluzioni come LinkedIn, Dropbox Business ecc. Sia perché le offerte solitamente sono bloccate e sia perché il fornitore deve firmare una liberatoria, come dici tu. Quindi, passando alla fase interpretativa, bisognerebbe trovare un rivenditore italiano disponibile a fornire un preventivo personalizzato e la liberatoria firmata.
Per Dropbox per esempio ne esistono, per LinkedIn non ne ho trovati. Per Adobe la quesitone è più semplice perché la rete di rivenditori italiana è capillare. Per WooCommerce non lo so, però penso che il caso sia diverso. Se non sbaglio un’estensione WooCommerce la si acquista “fisicamente”, scaricando i file da installare sul proprio sito. Quindi può essere interpretato come un “acquisto di soluzioni software”. Il problema è che WooCommerce o chi per loro dovrebbe rilasciare prima un preventivo, poi la liberatoria firmata e la spesa va sostenuta dopo l’approvazione del voucher. Potrebbe forse un’agenzia fare da tramite?

Ciao Paolo,
trovo il tuo articolo davvero utile ed esaustivo.
Quando si parla di “Piani di digital marketing per poter migliorare l’efficienza aziendale nell’acquisizione di nuovi clienti”, è dato sapere se rientrino nel voucher anche le spese per campagne Adwords?
Grazie mille. Un saluto

Ciao Fabio,
è difficile fare rientrare le spese Adwords in quanto è necessario un preventivo del fornitore ed una liberatoria firmata dallo stesso, cosa difficile da ottenere da Google stessa. A meno che non ci si relazioni con una agenzia Partner italiana.

Mi sapreste per caso rispondere ad un dubbio?
Un beneficiario (in quanto offre servizi web e digitali), può al tempo stesso essere anche fornitore per altre aziende che presentano domanda?

Su questo non sono stati segnalati particolari limiti. L’importante è che la domanda non vada a interessate un rapporto cliente/fornitore costante nel tempo. Questo per evitare situazioni tipo: “sei un grafico, ti ho fatto aprire la Partita Iva per non assumerti, e ora chiedo un contributo al Ministero per pagare le tue fatture.”

Buongiorno,
secondo l’acquisto di obiettivi cinematografici per un’azienda che produce audio video può rientrare nelle spese ammissibili?
GRazie.

La vedo difficile se la spesa fosse solo quella. I campi previsti dal bando sono i seguenti:

– migliorare l’efficienza aziendale;
– modernizzare l’organizzazione del lavoro, mediante l’utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità del lavoro, tra cui il telelavoro;
– sviluppare soluzioni di e-commerce;
– fruire della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare;
– realizzare interventi di formazione qualificata del personale nel campo ICT.

Quindi l’acquisto di attrezzatura pura e semplice per me non passa, a meno che non si inserisca la spesa in un progetto più ampio, indicando l’acquisto come necessario per la realizzazione del progetto. Per esempio, l’acquisto di un computer lo posso tranquillamente inserire, però deve essere all’interno del progetto, “realizzazione e-commerce” (per fare un esempio): realizzo l’ecommerce poi ho bisogno di un computer per dedicare una nuova postazione alla gestione ordini.

Ciao mi hanno approvato il bando seppur in maniera ridotta, sai se posso acquistare da un fornitore diverso da quello che mi ha fatto il preventivo che ho presentato? Alle stesse condizioni e prezzi? Grazie

Ciao Paquale,
la risposta è si in quanto non è indicato che si dovesse consegnare una lista “bloccata” di fornitori. La cosa importante è che ci sia la liberatoria del fornitore firmata da entrambe le parti e che i bonifici SEPA siano emessi entro settembre.

Ciao Paolo,
ipotizzando il mio preventivo iniziale (6000,00 € escluso IVA) l’erogato destinato alla mia impresa è intorno ai 1000,00 €.
Se decido di spendere solamente 3000,00 € l‘erogazione sarà in proporzione o rimarrà la stessa?
Grazie, Luca

Ciao Luca,
l’ammontare del voucher è una percentuale della somma totale spesa, quindi se spendi meno avrai meno in proporzione. Poi è possibile che l’erogazione sia maggiore se l’ammontare complessivo del fatturato di tutti i richiedenti risulterà inferiore al preventivato. Ma questo lo si potrà sapere solo a fine progetto quando il Ministero avrà fatto i conteggi finali.

Ciao, alla luce degli ultimi aggiornamenti
“3.4 ….In caso di variazione in diminuzione rispetto all’ammontare previsto in domanda, il progetto di digitalizzazione e ammodernamento tecnologico realizzato deve, comunque, essere organico e funzionale e tale da garantire il raggiungimento degli obiettivi indicati in sede di domanda. Fermo restando il rispetto di tali requisiti, il Voucher viene assegnato in via definitiva, nel limite massimo dell’importo assegnato con il decreto 1 giugno 2018, per una percentuale pari al 50% delle spese rendicontate e ritenute ammissibili.”

il suo voucher dovrebbe rimanere di € 1000, anche diminuendo la spesa da 6000 a 3000 €, giusto?
Anche io vorrei ridurre la spesa da effettuare a fronte di un voucher più basso del previsto…
Grazie
Barbara

Si perchè i 1000€ comunque non superano il 50% della cifra totale del progetto.

buonasera PAOLO
Ho realizzato per i miei negozi delle vetrine digitali per la comunicazione delle offerte, acquistando 2 schermi led da 65pollici ed un progetto grafico fatta da un agenzia pubblicitaria. Il tutto per eliminare i manifesti ed il volantinaggio. Puo’ rientrare nel voucher digitalizzazione la spesa e che dicitura inserire in fattura. grazie

Ciao Alfonso,
Penso che possa rientrare perchè si tratta di hardware e consulenza. Come voce in fattura l’importante è inserire qualcosa di coerente rispetto al progetto, seguendo le aree specificate dal bando. Come voce aggiuntiva generica puoi aggiungere “Spesa di euro ——— (al netto dell’iva) dichiarata per l’erogazione del Voucher di cui al D.M. 23 settembre 2014”

Buonasera, ho presentato la richiesta di erogazione il 27 ottobre ma ad oggi non ho ricevuto né il pagamento né alcuna comunicazione. Sapete quanto tempo passerà per ricevere i pagamenti visto che sul sito c’è scritto 30 giorni? Grazie

Ciao Diego,
Mi sembra molto ottimistica la previsione di saldo in 30gg, mi segnali dove lo hai visto indicato? Potrebbe essere uscito un aggiornamento che mi sono perso.

Ciao Paolo, Sono Alex e penso di essere un po’ nei guai, nel senso che il mio consulente mi ha avvisato in enorme ritardo di essere stato beneficiato del voucher per € 20.mila complessivi e quindi penso sia di beneficiare di un rimborso del 50% cioè di € 10.000. Ma si da il caso che il termine sta per scadere dovrei farmi esporre fatture per acquisti o servizi avendo già concluso il progetto ( perché credo debba necessariamente terminare entro il 14 dic. 2018). Cosa posso fare? Posso spendere meno? e quanto di meno? Mi devo fare autorizzare o dati i tempi risicati non conviene fare nulla ed inviare la lettera di rinuncia? Mi daresti un suggerimento sul da farsi, in considerazione che non vorresti spendere più di poche migliaia di euro? Grazie

Ciao Alex, con il Decreto Direttoriale del 1^ agosto 2018 sono state posticipate le date di ULTIMAZIONE DELLE SPESE (posticipata al 14 dicembre 2018) e di RICHIESTA DI EROGAZIONE (posticipata al 14 marzo 2019).
Per DATA DI ULTIMAZIONE si intende la data del titolo di spesa (in pratica la data della fattura); le fatture potranno anche essere pagate successivamente in tempo utile per fare la richiesta di erogazione entro il 14 marzo.
Mi raccomando le fatture devono riportare la dicitura “Spesa di euro … dichiarata per l’erogazione del Voucher di cui al D.M. 23 settembre 2014”
Nella causale dei bonifici di pagamento indicare “Bene acquistato ai sensi del Decreto
MISE 23 settembre 2014”.
Per ultimo, alla richiesta di erogazione dovranno essere allegate le liberatorie di pagamento dei fornitori e il resoconto del progetto, redatte secondo le indicazioni del decreto 24/10/2017 e relativi allegati fax simile.

Nel tuo caso se i titoli di spesa sono complessivamente di importo inferiore rispetto al progetto inizialmente presentato, la richiesta di erogazione sarà ovviamente relativa all’importo effettivamente speso e il contributo riconosciuto sarà del 50% dell’importo effettivo. Naturalmente le spese dovranno essere coerenti col progetto presentato e dovranno rientrare negli ambiti previsti dal decreto. Sarà poi il MISE a valutare la congruità formale e sostanziale e ai fini del riconoscimento del l’erogazione.

Ciao Paolo,

una domanda, per quanto riguarda la causale dei bonifici bancari, posso inserire solo la causale da loro indicata o devo inserire anche il numero fattura e data fattura prima della dicitura?

ESEMPIO
Causale bonifico 1: Bene acquistato ai sensi del Decreto MISE 23 settembre 2014
Causale bonifico 2: Fattura numero 13 del 13/11/2018. Bene acquistato ai sensi del Decreto MISE 23 settembre 2014

Quale tra le due è quella giusta?

ed in fine dato che mi trovo in basilicata, ho letto che è CONSIGLIABILE MA NON OBBLIGATORIO inserire anche questa causale: Programma operativo nazionale Imprese e competitività 2014- 2020

Unica domanda è, se inserisco anche la seconda causale per le regioni come basilicata, poi non riesco ad inserire la data e numero fattura, in quanto la causale permette fino ad un limite massimo di caratteri, sempre che la data e numero fattura debbano essere inseriti perchè se così non fosse allora entrambe le causali entrano senza problemi nel limite massimo.

Ultimissima domanda, se ho due fatture dello stesso fornitore emesse con date diverse, è consigliabile fare due bonifici o va bene un solo bonifico per entrambe le fatture?

Attendo tue e ti ringrazio!!!!

Elio

Ciao Elio,

Ti rispondo in ordine:
1) Il decreto non entra così nel dettaglio sulla causale del bonifico. Detto questo ritengo più opportuna la seconda modalità essendoci il riferimento alla fattura saldata.
2) (Basilicata) Il decreto non fornisce indicazioni in merito, io non lo aggiungerei, potrebbe sembrare ridondante.
3) E’ opportuno fare due bonifici distinti anche se un unico bonifico non dovrebbe arrecare nessuna preclusione.

Buonasera,

la mia domanda è la seguente :
è possibile emettere una lettera d’intento nei confronti del mio fornitore, e dunque avere nella fattura del fornitore l’ASSENZA dell’IVA ?
Grazie mille in anticipo.
Diana Delle Donne

Ciao Diana,
Se il fornitore ha una regime fiscale che gli permette di emettere fattura con iva zero non ci sono problemi.

Buonasera la mia spesa si è ridotta in seguito ad un ulteriore sconto ottenuto dal fornitore. Questo comporta una riduzione del voucher assegnato avendo ottenuto esattamente il 50 per cento di quanto originariamente previsto. Questo mi potrebbe comportare qualche problema?

Ciao Ros,
No non crea un problema, però dato che la cifra erogata è in percentuale alla spesa di conseguenza il voucher sarà inferiore. Di quanto inferiore dipende dalla percentuale che ti avevano assegnato.

Diego

Buongiorno, ho presentato la richiesta di erogazione il 27 ottobre ma ad oggi non ho ricevuto né il pagamento né alcuna comunicazione. Sapete quanto tempo passerà per ricevere i pagamenti visto che sul sito al punto 6.4 delle faq c’è scritto 30 giorni? Grazie

Ciao Diego,
Il Ministero dice che “entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta di erogazione, effettua le verifiche previste…”. Quindi a 30 gg iniziano le veriche, non l’erogazione. Se le verifiche avranno esito positivo verrà comunicata la cifra. Ma sui tempi di erogazione non ho ancora trovato nulla di ufficiale.

La faq 6.4 dice che entro 30 giorni il ministero effettua le verifiche e determina l’importo da erogare, non che a 30 giorni iniziano le verifiche.
I 30 giorni, come mi hanno confermato via mail al Mise, sono il termine ultimo, non l’inizio.
Entro 30 giorni avrebbero dovuto inviare il pagamento o una comunicazione con la quale dicevano che importo verrà corrisposto. Il problema è che a distanza di 80 giorni non hanno ancora comunicato nulla.

Ciao Diego, come dici tu le faq parlano di “verifiche” non di pagamento. Nel dubbio dell’interpretazione di una frase possiamo essere certi di due cose:
1) Ad oggi nessuna delle aziende con le quali collabora la nostra agenzia assegnatarie del voucher ha ricevuto l’accredito.
2) Non ho mai visto un’amministrazione pubblica pagare a 30 gg., figuriamoci un Ministero.

Siamo d’accordo ma resta il fatto che entro 30 giorni avrebbero almeno dovuto inviare una comuicazione o la determina con l’importo da erogare

Ciao,
non ci sono comunicazioni ufficiali su quando avverrà l’erogazione. E’ stato solo comunicato che dopo 30 gg dalla domanda il Ministero avvierà le verifiche.

Buonasera Paolo,
sono un consulente di rete di Aziende di Frosinone che ha redatto una quindicina di pratiche per il voucher per conto di miei clienti. Tutte approvate ma con un contributo per tutte intorno al 20%. La domanda è questa. Le Aziende mie clienti dovranno comunque effettuare una spesa come da progetto (esempio 15.000,00 euro) per poi avere l’approvato 20% (3.000,00euro) o possono spendere 6.100,00 euro per avere comunque un contributo di 3.000 euro? Naturalmente sempre nel rispetto del progetto iniziale avendo sempre lo stesso fine ma abbassando le quantità della merce o delle ore in parallelo alla riduzione del contributo?
Ho provato a parlare col mise ma mi rispondono (senza per me cognizione di causa) che il progetto va comunque portato a termine come da presentazione (15.000 euro spesi) per ottenere i 3.000 euro.
Secondo me non è così e i clienti giustamente vogliono tutti rinunciare.
Mi puoi aiutare a fare luce?
grazie
Giancarlo

Ciao Giancarlo,
premettendo che su questo progetto le informazioni ufficiali non sono mai state particolarmente dettagliate. Quindi spesso siamo dovuti ad andare a interpretazioni di quello indicato espressamente nel bando. Stando quindi ai documenti ufficiali la nostra tesi è che si possa partecipare in forma ridotta, ma se si spende meno si riceve meno, sempre in proporzione percentuale. Quindi, ipotizzando un progetto di 10k con un’assegnazione del 20% (2k), se decido di spendere 5k riceverà il 20% quindi 1000 euro.

Salve, ho inviato la pratica di rendicontazione il 7 febbraio e ad oggi non ho avuto né l’erogazione del mio voucher né alcuna comunicazione da parte del Mise. Non c’è neanche nessun numero da poter contattare per chiedere info in merito.
Voi avete qualche notizia in merito alle erogazioni, ovvero se altre aziende hanno avuto l’erogazione del proprio voucher?

Ciao Enzo,
purtroppo non abbiamo nessun aggiornamento al riguardo. Anche i nostri clienti non hanno ad oggi ricevuto nulla.
Paolo

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