Wish già nel 2017 diventa la sesta maggiore piattaforma di commercio online a livello mondiale (come emerge dall’intervista al fondatore su Forbes), con un fatturato atteso di 2 miliardi di dollari a fine 2018. (fonte Business Insider)

Fondato nel 2010 da Peter Szulczewski e Danny Zhang, ex programmatori di Google e Yahoo, è nato come uno strumento online per visualizzare – in tempo reale – prodotti simili a quelli cercati da un utente sul web, in vendita su altri siti. Un modello di business innovativo, basato sul pay-per-click, che ha gettato le basi per una piattaforma utilizzata da circa 500 milioni di utenti.

L’idea dei due fondatori era di creare un concorrente di Google Ads, basato su innovative tecniche data-driven, implementate con tecniche di Machine Learning.

Nel 2013 i due fondatori di Wish hanno trasformato il loro business (allora denominato Context Logic) in un e-commerce globale basato su prodotti scontati a piccoli prezzi, visualizzati nel proprio feed in puro stile Pinterest e collegati tra loro tramite un raffinato algoritmo che analizza le preferenze dell’utente.

Uno sguardo più attento: ecco come funziona Wish

Wish - schermata di ricerca

Ad una prima rapida occhiata Wish si presenta con un’interfaccia semplice, immediata e che punta con forza sugli acquisti di impulso. Non sono presenti menu di spunta per raffinare la selezione dei risultati di ricerca, né sono visibili i nomi dei prodotti o dei venditori. Gli elementi predominanti sono le immagini, la percentuale di sconto e il prezzo attuale, messo in evidenza accanto al prezzo iniziale.

Digitando nel campo di ricerca manuale “frullatore”, l’algoritmo restituisce risultati estremamente diversi: mixer audio, microfoni, frullatori, impastatrici e scola insalata. Una variabilità dovuta in parte dalla traduzione automatica dei nomi dei prodotti, e in parte dal fatto che l’account dal quale è stata effettuata la ricerca ha un solo giorno di vita e l’algoritmo di Wish non è ancora in grado di definire un feed aderente alle preferenze dell’utente.

Wish punta ad essere visto come un enorme centro commerciale online dove gli utenti possono svagarsi e cercare le novità e le ultime offerte. Alla base del successo di questa piattaforma ci sono alcuni fattori determinanti:

  • prezzi molto bassi
  • sistema di ricompense per visite al sito frequenti
  • giochi a tempo e possibilità di ottenere ulteriori sconti (la famosa gamification)
  • facilità di navigazione tra categorie di prodotti diversi
  • shopping experience personalizzata grazie all’algoritmo
  • banner che portano all’acquisto di impulso
  • possibilità di acquistare assieme ad altri acquirenti per abbassare il costo del venditore

Business Model: come guadagna Wish?

In pochi anni Peter Szulczewski e Danny Zhang hanno costruito una piattaforma di grande successo, che mette direttamente in contatto costruttori – soprattutto dell’area cinese – con consumatori in tutto il mondo, permettendo loro di acquistare quasi al prezzo di produzione.

Da ogni transazione Wish ricava il 15% del prezzo di vendita, lasciando le spese di consegna a carico dell’utente finale. Una volta effettuato un acquisto su Wish, l’utente deve però attendere la consegna dei prodotti tra le 4 e le 12 settimane; tempistica che sembra non scoraggiare l’utente medio della piattaforma, che acquista circa 16 volte all’anno.

Un altro aspetto interessante della startup californiana è sicuramente la distanza di responsabilità che si prende nei confronti di compratori e utenti finali. Wish infatti dichiara di non essere coinvolto direttamente nelle transazioni e che, di conseguenza, non ha controllo su qualità, sicurezza, moralità o legalità dei prodotti venduti, né può garantire che i prodotti ordinati siano uguali a quelli visualizzati.

Alla ricerca di una fascia di mercato dimenticata

Wish è senza dubbio molto lontana da Amazon, sia per obiettivi che per qualità del customer service e after-market. Tuttavia i fondatori della startup californiana hanno intercettato molto bene una fascia di mercato ancora non servita dai colossi dell’e-commerce loro competitor. La fascia di mercato a cui si rivolge Wish è composta da utenti che prediligono beni non brandizzati al miglior prezzo possibile e che non danno priorità a una consegna veloce o a packaging accattivanti.

Questo business model ha fruttato a Wish una valutazione di circa 8,5 miliardi di dollari, ancora briciole se comparate a quella di Amazon, in corsa per essere tra le prime aziende con un valore di mercato di 1 trilione di dollari (mille milioni), ma che spaventa i competitor per sua la rapidissima ascesa.

Alcune considerazioni su Wish

Sono passati solo 5 anni dalla reale fondazione di Wish e l’app per mobile è nella TOP 5 delle shopping app in quasi 50 Paesi al mondo. Il fulmineo successo della piattaforma non è stato fermato dalla proposta di Jeff Bezos, CEO di Amazon, che ha offerto $10 miliardi per il suo rilevamento.

La quantità di prodotti diversi che si possono acquistare sull’app è davvero incredibile, come incredibile è la spesa di Wish in pubblicità online. Solo nel 2017 Wish ha speso circa $500 milioni in Facebook Ads, diventando uno dei suoi principali clienti.

Wish ha scelto un approccio totalmente diverso rispetto ai suoi competitor, intercettando un mercato dall’ignorato potenziale e guadagnando quote di mercato tramite la tecnologia, imparando il più possibile dai suoi clienti grazie all’intelligenza artificiale e ai suoi algoritmi, e focalizzando la propria offerta sulla discriminante del prezzo. Grazie ad alcuni, importanti, investimenti il CEO Szulczewski ha annunciato che saranno costruite alcune aree di stoccaggio in giro per il mondo, utili a raggiungere più velocemente alcuni mercati in forte espansione, come per esempio l’Europa.

Quello di Wish è un caso che insegna molto: un’azienda completamente data-driven e che procede con forza in una direzione inesplorata. Sicuramente siamo solo agli inizi di una grande competizione tra Amazon, Alibaba, Ebay e Wish.