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Chatbot per Facebook Messenger (e non solo): cosa possono fare per te

Viviamo nell’epoca più esigente di sempre, in cui tutto deve essere disponibile nel minor tempo possibile. Le responsabilità del digitale nel consolidare queste aspettative sono enormi, dato che molte delle attività che prima si svolgevano faccia a faccia sono state sostituite da app per lo smartphone.

Tuttavia, affinché il digitale sia davvero una soluzione e non un ostacolo, è necessario che tutti gli strumenti disponibili siano ottimizzati per l’utente finale, perché se la ricerca di competitor è sempre più facile, perdere clienti abituali o prospect per un disservizio è un rischio reale.

Partendo da questi presupposti negli ultimi anni si sono sviluppate nuove tecnologie per migliorare la Customer Experience e fidelizzare i potenziali clienti attraverso l’implementazione di Chatbot. Fra le tante opzioni, anche Facebook ha voluto dare la possibilità di inserire Chatbot per Facebook Messenger.

Cos’è un Chatbot?

Un Chatbot è un software che prevede l’utilizzo di tecnologie di Intelligenza Artificiale, il cui scopo è sostenere una conversazione con gli utenti in un linguaggio naturale attraverso applicazioni di messaggistica.

I possibili utilizzi dei Chatbot sono pressoché infiniti e, soprattutto nelle grandi aziende, possono portare grossi vantaggi sia in termini di economia ed efficienza del Customer Service che in termini di sviluppo marketing.

 

Programmazione Chatbot
Fonte: Wizeline.

Possibili utilizzi dei Chatbot

I Chatbot possono essere programmati per rispondere a esigenze molto diverse. Attualmente le tipologie maggiormente utilizzate sono quelle che si occupano di Customer Care, Assistenza all’acquisto e Servizio Post-Vendita.

Faremo cenno poi ai Chatbot che si integrano ai database aziendali, e lasceremo fuori da questa analisi un altro importante filone, quello dell’impiego dei Chatbot in campo medico. Riteniamo che sia qualcosa di affine al resto nello strato tecnologico, ma che necessiti di logiche e sensibilità del tutto specifiche nella progettazione, date le implicazioni etiche.

 

CUSTOMER CARE 

Ogni azienda, PMI o più strutturata, ha normalmente delle risorse che si occupano direttamente del Servizio Clienti. Tuttavia quando il reparto segue i canonici orari d’ufficio, o è sottodimensionato rispetto alla quantità di richieste da gestire, una semplice richiesta ricevuta via mail potrebbe impiegare molto tempo prima di essere evasa.

Un Chatbot ben programmato, installato sulla pagina Facebook del brand, fornisce assistenza 24/7, rispondendo alle domande frequenti di clienti e prospect in maniera veloce ed efficace.

Alcuni sviluppi molto interessanti sono stati progettati per Aeroporti, Servizi Ferroviari e Catene alberghiere: la chat si apre in automatico appena si visita la pagina Facebook e il Chatbot chiede come può essere d’aiuto all’utente. L’utente a sua volta può selezionare la categoria di informazioni da richiedere e, a seconda del grado di sviluppo del Bot, può ottenere risposte su partenze, arrivi o disponibilità di servizi.

Lo stesso principio può essere utilizzato per fornire assistenza su ordini effettuati, articoli disponibili o eventi di grossa portata, in pratica per qualunque scopo si riesca a programmare.

Chatbot di assistenza per AirFrance.

ASSISTENZA ALL’ACQUISTO

Con il passare degli anni, la reticenza all’acquisto online si è fatta più labile e molte aziende hanno deciso di investire nello sviluppo di Chatbot dedicati a questo scopo.

Sul mercato italiano sono ancora in pochi ad aver visto il reale potenziale di questo sviluppo, ma diverse applicazioni permettono ad esempio di ordinare cibo o prodotti in tempo reale, grazie ad un collegamento con le principali piattaforme di pagamento online.

Chatbot Domino’s Pizza – fonte: ipglab.com

SERVIZIO POST-VENDITA

Dov’è il mio pacco? Posso restituire ciò che ho acquistato? Come posso fare?

I Contact Center sono spesso bombardati da semplici richieste che potrebbero essere risolte tramite strumenti semplici come le FAQ o una sezione informativa su sito e social. A volte però gli utenti preferiscono contattare il servizio clienti dell’azienda. In questi casi un Chatbot integrato al CRM dell’azienda potrebbe gestire le richieste meno articolate in tempo reale 24/7, lasciando alle risorse umane i compiti più strutturati.

Inoltre un Chatbot di questo tipo potrebbe essere programmato per fare ricerche di mercato e valutare il grado di soddisfazione degli utenti dopo aver acquistato un prodotto o servizio dalla propria azienda, senza disturbare telefonicamente gli utenti.

BUSINESS INTELLIGENCE e INTERROGAZIONE DELLE BASI DI DATI

L’impiego dei Chatbot nei sistemi di Business Intelligence rappresenta una frontiera e potremmo definirla la current big thing.

Come abbiamo visto, implementare un Chatbot significa poter disporre di un sistema di raccolta dati, che grazie alle tecniche NLP (gli algoritmi di analisi del linguaggio naturale che permettono il funzionamento dei Chatbot) riescono a estrapolare dati in forma di tabella a partire dalla conversazione con l’utente.

Così come i dati possono essere caricati nel CRM, così i Chatbot possono essere integrati ai data warehouse o data lake aziendali.

Abbiamo però un altro fronte, che risponde alla crescente domanda di disporre della conoscenza dei dati in proprio possesso. Sebbene i sistemi di dashboard e reportistica ci permettano di tenere sotto controllo i punti fermi o KPI del proprio business con facilità, se ben progettati, il bisogno di fare interrogazioni veloci e magari anche da mobile è molto presente e sentito dalle aziende.

Chatbot per questo tipo di applicazioni sono già disponibili sul mercato e ci piace citare Crystal.ai, che non a caso dai creatori viene definito un vero e proprio AI Business Intelligence Advisor.

L’idea è quella di parlare con i tuoi dati.

 

Ed è proprio questo che andremo a fare!

 

Le immagini parlano da sole, e sembra proprio di parlare proprio con un analista in carne e ossa in grado di riportarci il dato esatto in nostro possesso, così come presente nei nostri database! L’esempio qui riportato riguarda Google Analytics, come molti avranno immaginato. Potenzialmente però qualsiasi prodotto e database più o meno strutturato, può essere integrato a Crystal o altri prodotti simili. Fa impressione la capacità del motore di interpretare le domande in successione che in qualche modo sono correlate, come quando facciamo domande circa le pagine più visualizzate.

Chatbot per Facebook Messenger: i vantaggi

Aldilà dei già noti vantaggi, derivanti dall’avere un Servizio Clienti attivo tutto il giorno, festivi compresi, implementare un Chatbot sulla pagina Facebook della propria azienda può fornire importanti informazioni di profilazione sulla audience di riferimento.

A differenza di quanto accade con l’e-mail marketing, dove i dati sulle preferenze degli utenti vengono raccolti e raffinati attraverso complesse indagini su ciascun indirizzo mail, con i Chatbot di Facebook c’è la possibilità di entrare direttamente in relazione con le persone che interagiscono con la pagina aziendale tramite il loro profilo Facebook. Questo permette di ottenere dati fondamentali e immediati per capire interessi, sentiment e necessità del proprio target di riferimento.

Inutile dire che, per far sì che questi dati non siano sprecati, è necessaria un’analisi completa delle interazioni e una completa integrazione con il CRM aziendale.

Una volta raccolti questi preziosi dati è infatti possibile investire in campagne Facebook realmente efficaci e personalizzare le interazioni del proprio Chatbot a seconda dell’utente che sta interagendo sulla piattaforma.

Per concludere

Sebbene non sia difficile trovare online dei servizi per lo sviluppo e l’integrazione di Chatbot per Facebook Messenger in autonomia, è essenziale programmare il Bot nella maniera più sofisticata e completa possibile, così da simulare un linguaggio naturale con l’utente con il quale interagisce e dare un effettivo contributo all’economia e all’efficacia delle operazioni di marketing dell’azienda.

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Social

Facebook: regole base per la sopravvivenza.

Facebook è come una giungla. Chi ci lavora lo sa bene. Ogni settimana aggiornamenti nuovi, bug come se piovessero e ostacoli di ogni sorta da superare a suon di sciabola. Il problema è che questa giungla è davvero molto affollata e anche noi vogliamo esserci. È una vita dura ed è proprio per questo che ti veniamo in aiuto con uno zainetto con tutto quello che ti serve per sopravvivere.

Base: scarpe buone e bussola.

via GIPHY

Partiamo. Appena entriamo nella vegetazione fitta e scura ci viene subito la paura di perderci. Per evitare di smarrirci nel percorso ecco qua tutto ciò che devi sapere. Dalle basi non si prescinde mai: ti salvano la vita!

  • Poniti la domanda: io seguirei la mia pagina? È la regola d’oro sempre, comunque, dovunque; mettiti nei panni degli altri.
  • Poche cose fatte bene sono meglio di tante fatte male. In altre parole “less is more”. C’è bisogno di aggiungere altro?
  • Non esiste l’universalmente bello, ma l’universalmente brutto sì. Pensaci la prossima volta che dovrai pubblicare qualcosa.
  • Gli hashtag usali ma non come grana grattugiato sulla pasta. Trovi qui la nostra mini guida per imparare ad usarli al top.
  • Ricorda: il sito web è la tua vera casa. Eh sì, Facebook – come tutti gli altri social del resto – non è tuo. Facebook è di Mark, e a casa di Mark valgono le regole di Mark. Invece sul sito no, il sito è l’unico spazio davvero tuo sulla rete, usalo bene, arredalo, rendilo accogliente. Ne sarai ripagato.

Attacco: machete.

via GIPHY

Ecco fatto. Sei entrato nella giungla, e sei partito con il piede giusto. Adesso devi imparare ad attaccare. Come aprirti un varco nell’intreccio complesso di liane, foglie giganti e piante mai viste prima? Affila le tue armi e diventa Tarzan.

  • Sii interessante. Questo forse avrei dovuto metterlo nelle basi. Senza contenuti interessanti, o utili in qualche modo per il tuo pubblico, non ha senso stare su Facebook né su qualunque altro social. Lo so, la creazione di buoni contenuti è la parte più difficile. Circondati di un team creativo che ci sappia fare: da soli nella giungla si resiste poco!
  • Post lunghi, post corti… fai tu, non è davvero questo ciò che conta. Non esistono trucchetti da illusionista che ti regalino tutto ciò che vuoi solo perché li hai applicati, anzi, scappa dal serpente che ti ha ipnotizzato e ti ha fatto pensare questo. Per i testi, in generale, non preoccuparti eccessivamente della lunghezza: cerca piuttosto l’esaustività e l’esattezza.
  • Pubblico: meglio piccolo e profilato. Le nicchie premiano di più. Trovati la tua e vai “verticaleee”.
  • Pensa semplice: nel 90% dei casi il tuo post sarà letto da smartphone. Sempre, sempre, sempre pensare al mobile. Tutto deve essere perfettamente funzionante e collaudato per essere leggibile, ma soprattutto comprensibile, dall’utente da cellulare. Attenzione: semplificare per il lettore significa più lavoro per te.
  • Le immagini, quadrate please. Non c’è nemmeno da commentare: che le immagini siano belle, nel giusto formato e, soprattutto, non sgranate! Amen.

Difesa: tenda, medicine e cerotti.

via GIPHY

La giungla è quasi nostra. Cosa manca? Chiaramente la capacità di difendersi. Si sa, non serve a nulla conquistare se non si riesce a mantenere ciò che si è raggiunto. Quindi difenditi! Dalle insidie esterne… e da te stesso!

  • Facebook è lavoro ma è anche una macchina mangia-tempo. Organizzati per non farti rubare ore inutilmente. Non scoraggiarti, in poco tempo puoi programmare i post di un intero mese. Basta conoscere gli strumenti giusti.
  • Niente dati sensibili sui social se non strettamente necessario. Con dati sensibili si intende argomenti politici, religiosi, legati alla sessualità ecc.
  • Ricorda: tutti possono sbagliare, la cosa importante è uscirne con stile. L’errore è come la pantera: sempre in agguato dietro l’angolo. E purtroppo è inevitabile, prima o poi capita a tutti. La cosa davvero importante è sapere come gestire l’errore. Nei casi più gravi solitamente la scelta migliore è quella di scusarsi in modo sincero.
  • Usa il buon senso. Direi che questo consiglio è un po’ il passepartout del comportamento sul web. Se hai dubbi o se il tuo istinto ti sta urlando di non fare qualcosa probabilmente ha ragione.

Ottimo lavoro, se mi hai seguito fino qui vuol dire che sei pronto per affrontare la giungla ed uscirne vittorioso. Lascia qui sotto un commento: creiamo una tribù della giungla!

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Social

MINIGUIDA ALL’# (parte 1 di 2)

Ideato da Chris Messina (UX Designer di Google) più di 10 anni fa, l’ # è diventato uno strumento fondamentale per muoversi sui social media.

L’enciclopedia Treccani ne dà la seguente definizione:

“hashtag s.m.inv. In alcuni motori di ricerca e, in particolare, in siti di microblogging, parola o frase (composte da più parole scritte unite), preceduta dal simbolo cancelletto (#), che serve per etichettare e rintracciare soggetti di interesse. E gli articoli […] Primo Piano). Dall’ingl. Hashtag, a sua volta composto dal s. hash (mark) (‘cancelletto’) e dal s. tag (‘etichetta’).”

 

#ACOSASERVE

  • Per stabilire un argomento di conversazione
  • Per aumentare la visibilità di un brand
  • Per avere una traccia storica
  • Per facilitare la ricerca

 

#COMESCEGLIERLO

Uno dei compiti più complessi per un brand, un personaggio pubblico o una piccola azienda è la scelta dell’hashtag che deve avvenire con accuratezza e senza troppa fretta.

I nostri 7 consigli per una buona scelta sono:

  1. Determinare quali parole chiave sono legate al brand e lo definiscono
  2. È preferibile scegliere un # breve
  3. Usufruire dei tools gratuiti o a pagamento (di seguito te ne suggeriamo alcuni)
  4. Prima di usare un # fare una ricerca sui vari social per assicurarsi che l’ # scelto sia realmente una novità o quasi
  5. Su Instagram non si possono usare più di 30 # a post, ma noi consigliamo non di raggiungere il numero massimo bensì di impiegare quelli giusti per l’immagine che vuoi postare e per il messaggio che vuoi lanciare
  6. Scegli gli # “di tendenza” pertinenti al tuo ambito, pur essendo hashtag minori e di breve durata attirano e coinvolgono una massa interessata al tuo argomento
  7. Se sei un’azienda il Branded Hashtag è indispensabile per metterti in contatto con i tuoi clienti e chiunque abbia un’opinione sul tuo marchio. Occhio però: i risultati saranno visibili solo a lungo termine

 

#TOOLS

Alcune piattaforme ci accompagnano nella scelta dell’hashtag e per conoscere quanto il nostro # viene impiegato o “trascina” altri utenti:

  • Hashtagify.me – utile per conoscere le parole correlate alla tua parola chiave, per conoscere gli influencer legati a quel determinato argomento, gli # correlati, gli stati in cui è più usato quell’hashtag.

  • Ritetag.com  – utile per conoscere la popolarità di un hashtag sui diversi social con tante statistiche fondamentali come il numero di tweet. Si può usare anche da mobile.

  • Keyhole.co – utile per monitorare Instagram e Twitter, per conoscere statistiche in tempo reale.

  • Tagboard.com – se vuoi conoscere su quali social un hashtag è più popolare.

  • all-hashtag.com  – perfetto per utenti che lavorano da smartphone e vogliono creare hashtag velocemente e facilmente. Inserendo una parola chiave, infatti, lo strumento genera automaticamente 30 hashtag “TOP”, “RANDOM” E “LIVE”. Si può conoscere la popolarità e il posizionamento di un #.

  • top-hashtags.com – per conoscere i 100 hashtag più impiegati su Instagram e cercare hashtag specifici con relativa popolarità

#COSAEVITARE

Piccolo reminder di tutto ciò che è sconsigliato fare per avere “successo” con un hashtag:

  • Non usare @ perché serve per taggare gli altri utenti e rende inattivo l’hashtag
  • Non usare punteggiatura di alcun genere perché ha la stessa funzione dello spazio, viene interrotto l’#
  • Non usare troppi hashtag pensando di raggiungere facilmente popolarità
  • Non usare hashtag inadatti ad es. #biancoenero per una foto a colori
  • Non usare hashtag vietati, alcuni # sono riconosciuti come inopportuni dai social e gli stessi non vengono segnalati e utilizzandoli per i tuoi post non raggiungerai nessuno (è possibile testare gli hashtag di Instagram su bannedhashtags.com)

#HISTORY

Per qualche mese l’idea dell’impiego dell’hashtag su Twitter rimase chiusa in un cassetto fino a quando nacque #sandiegofires, in occasione degli incendi che colpì i boschi di San Diego in California.

Nel 2009 Twitter decide che l’hashtag può essere cliccabile (indicizzabile) ed è proprio in occasione delle elezioni presidenziali in Iran che la popolarità dell’# diventa internazionale.

Da questo momento in poi anche Instagram lo introdurrà (2011) e in seguito Facebook (2013).

 

#TOP52018 su Instagram 

  1. #love
  2. #instagood
  3. #photooftheday
  4. #fashion
  5. #beautiful

(Fonte https://top-hashtags.com/instagram/)

Non a caso ho inserito la #TOP52018 su Instagram; seguirà un articolo interamente dedicato agli hashtag di questo social, ormai il più grande che li impiega, con 1 miliardo di utenti attivi al mese (fonte https://www.statista.com/statistics/253577/number-of-monthly-active-instagram-users/) che potrebbero essere interessati al tuo #brand.

Ora qualche dritta ce l’hai, prova a impiegare questi consigli per identificare il tuo hashtag ideale, usa i #tools che abbiamo provato e contattaci per dirci come è andata!

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Social

Lead generation per le aziende B2C Facebook. Doppia Case History.

Negli ultimi mesi abbiamo ricevuto da alcuni nostri clienti la richiesta di aumentare il numero di contatti qualificati rispetto alla loro offerta. Abbiamo subito pensato di fare di una campagna Facebook il nostro miglior alleato.

A campagne terminate sono qui per mostrarvi i risultati che abbiamo raggiunto in due di questi casi. Si tratta di aziende affini ma molto diverse: la prima è una cooperativa agricola bolognese fondata da cittadini per i cittadini; la seconda è un e-commerce di strumenti per giardinaggio e agricoltura che vende e spedisce in tutta Italia.

Lead Generation e Facebook

La lead generation è un’azione di marketing che consente di generare una lista di possibili clienti interessati ai prodotti o servizi offerti da un’azienda. (Wikipedia)

E fin qui, direi che ci siamo.

Quali sono le modalità per attuare una lead generation, o generazione di contatti? Il discorso è potenzialmente infinito: da un modulo sulla tua pagina web, a una campagna LinkedIn, fino al più semplice e banale face-to-face “Hey tu, vedo che sei interessato, perché non mi lasci un contatto?” Fra i vari strumenti esiste anche Facebook che può essere utilizzato principalmente in due modi diversi:

  • Campagna traffico verso una landing page esterna in cui avremo inserito un modulo contatti
  • Con una campagna di lead generation nativa

Nel primo caso, abbiamo la possibilità di rimandare a una landing page creata ad hoc in cui possiamo inserire tutti gli elementi di testo e di grafica che preferiamo o riteniamo opportuni per l’acquisizione del contatto; nel secondo caso invece il grande vantaggio è la possibilità di creare un modulo precompilato personalizzato direttamente all’interno dell’applicazione, fruibile in modo semplice e intuitivo dall’utente (occhio, che qua sta tutto quanto!), con l’unica limitazione di poter solo personalizzare ciò che Facebook decide e di non poter creare il tutto ex novo. Ma ci sono anche altri due grandi vantaggi della Lead Generation di Facebook non indifferenti: la possibilità di creare pubblici personalizzati basati sull’interazione con i moduli di contatto e l’opportunità di collegare Facebook a un CRM per centralizzare la raccolta dei dati e gestire meglio la multicanalità.

A proposito, conosci i vantaggi derivanti dall’adozione di un CRM?

Dati questi aspetti positivi non da poco, abbiamo valutato opportuno utilizzare questa seconda opzione, anche per testare lo strumento specifico della campagna con obiettivo generazione di contatti e per testare la risposta del pubblico.

Come siamo arrivati a un CPL (costo per Lead) irrisorio

Il caso Arvaia

Partiamo subito dal primo caso: Arvaia. Si tratta di una azienda agricola cooperativa del bolognese fondata dai cittadini con lo scopo di ritornare ad “un’agricoltura contadina che garantisce reddito per chi lavora e cibo sano accessibile a tutti attraverso il meccanismo solidale della Comunità che sostiene l’agricoltura.” È fondata sui principi del biologico, del km 0 e dell’ecologia. L’obiettivo di Arvaia era quello di farsi conoscere maggiormente ai cittadini e di trovare contatti interessati a partecipare alla vita e alla mission della cooperativa.

I punti cardine della nostra azione sono stati quindi:

  • una geo-targetizzazione del pubblico su un’area precisa e ristretta
  • l’utilizzo di interessi specifici legati all’ecologia e al biologico per la creazione del pubblico
  • l’insistenza sulla mission nelle creatività, da sfruttare come possibile carta vincente per tutta la campagna

La nostra campagna parte: è molto semplice. La struttura è tradizionale con due gruppi di inserzioni targetizzati per pubblico amante del biologico e pubblico interessato all’ecologia. Ogni gruppo di inserzioni comprende due tipi di inserzioni con creatività diverse, basate sulla variazione dell’immagine, come puoi vedere nell’esempio.

La campagna è durata 9 giorni, ma non di seguito perché abbiamo avuto un problema: arrivavano troppi lead che il nostro cliente non riusciva a gestire! Per questo motivo dopo quattro giorni abbiamo messo in pausa la campagna in modo da permettere al cliente di ricontattare personalmente tutti coloro che avevano lasciato il proprio recapito. Abbiamo deciso di agire in questo modo per coerenza con la mission della cooperativa che intende ricreare un ambiente di comunità. Dopo qualche settimana abbiamo quindi riattivato la campagna e, anche questa volta, i contatti non si sono fatti attendere.

In 9 giorni di campagna siamo riusciti ad ottenere 118 contatti interessati al costo medio di 1,60 € (CPL), con una spesa totale di 188,80 €.

 

Il caso AgricolBio

Ed eccoci arrivati al nostro secondo cliente: AgricolBio. Marchio storico della provincia di Enna, e-commerce di attrezzi, strumenti e tutto ciò che serve per il giardinaggio e l’agricoltura, dedicato agli hobbisti e ai professionisti. In questo caso, la strategia che abbiamo seguito è stata un po’ più articolata.

Lo scopo della lead generation era, in questo caso, quello di alimentare i numeri degli iscritti alla newsletter. Per incoraggiare l’utente a lasciare il suo contatto abbiamo voluto puntare sullo scambio: il contatto e-mail diventava, quindi, “moneta” e mezzo per ottenere un contenuto gratuito, cioè un e-book creato ad hoc sui temi di innesto e potatura.

Abbiamo costruito la campagna su due gruppi di inserzioni differenziati per pubblico: il primo un lookalike basato sui fan della pagina ed esteso a tutta Italia; il secondo una custom audience diffusa su tutta Italia e raffinata tramite gli interessi specifici di “innesto”, “potatura” e “agraria”.

Le creatività erano simili e basate su un’immagine accattivante e che attirasse l’attenzione. (Per chi non si intendesse di piante e affini la potatura e l’innesto sono attività tipiche dei mesi freddi! ;) ) I copy, simili tra loro, erano pensati per  essere coerenti con la gestione della pagina Facebook, seguita direttamente dal cliente: quindi tante emoji per attirare l’attenzione e utilizzo strategico del maiuscolo. Con il copy degli annunci abbiamo insistito sul concetto di non abbandonare il giardino nemmeno in inverno, invitando poi gli utenti a scaricare la guida gratuita per scoprire come realizzare potatura e innesto correttamente.

 

 

E il nostro Facebook non ci ha delusi nemmeno questa volta portandoci 210 contatti interessati in soli 4 giorni, una spesa totale pari quindi a 37,8 € e un costo medio per lead bassissimo: 0,18 €! 

 

Conclusioni: ne è valsa la pena?

Direi proprio di sì! Visti i risultati, lo strumento Facebook campagna con obiettivo generazione di contatti è promosso a pieni voti.

A quanto pare lasciare il contatto in questo modo risulta per l’utente semplice e intuitivo e, nei nostri casi, è stato vincente. La possibilità di personalizzare il modulo contatti ci ha consentito di chiedere solamente le informazioni utili per noi come il nome, il contatto e-mail e il numero di telefono, senza appesantire con altre richieste.

Alla domanda nel titolo, quindi, non possiamo che rispondere che “sì, fare lead generation su Facebook è possibile, anzi”. Facebook si è rivelato un alleato ideale rispetto ai nostri obiettivi e funzionale ed efficace per una lead generation nel B2C, senza spendere un patrimonio.

 

Se sei arrivato fin qua lasciami un commento qui sotto e fammi sapere cosa ne pensi della lead generation su Facebook: l’hai mai provata? Sei rimasto soddisfatto?

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Social

Tick, Badge e le altre Spunte di Verifica – AGGIORNAMENTO

Instagram: aggiornamento

Aggiornamento dal fronte delle spunte di verifica per ciò che riguarda il social network Instagram: gli utenti possono richiedere la spunta di verifica (la famosa spunta blu) sia come profilo privato che aziendale. Ma attenzione: anche questa volta il rilascio della spunta verrà valutato dal social, quindi non è accertato che chi la richieda poi la ottenga.

I passaggi per richiedere la verifica dell’account sono pochi e semplici:

  • Cliccare in alto a destra sull’icona a panino
  • Poi cliccare su impostazioni in basso
  • Sotto la dicitura Account trovate Richiedi verifica e cliccate
  • A questo punto leggete in cosa consiste la richiesta di verifica (vedi immagine) e compilate il form con i dati richiesti: Nome e Cognome; Conosciuto/a come; Categoria (selezionarla dal menù a tendina); allegare un documento come può essere una bolletta recente (per un’azienda) o un documento d’identità per una persona fisica
  • Cliccate su Invia e aspettate l’esito (sarà direttamente Instagram a darvi la buona o cattiva notizia di ricezione della spunta blu)

Nel caso in cui non sia stata accettata la richiesta non preoccupatevi perché dopo 30 giorni ne potrete reinserire una nuova. Ci teniamo a precisare questo punto perché Instagram non specifica mai il motivo di rifiuto quindi anche un banale errore vi potrebbe “costare caro”.

Al momento pare che riceveranno le spunte blu solo personaggi noti e brand di una certa rilevanza.

 

Facebook (segno di spunta grigio/blu)

Come prima cosa è necessario fare una distinzione fra badge grigio e badge blu:

  • Badge grigio: pagina autentica per l’azienda o l’organizzazione locale;
  • Badge blu: pagina/profilo autentici del personaggio pubblico, dell’azienda media o del marchio in questione.

Per ottenere la verifica della pagina/profilo esistono due opzioni. Pria di procedere è necessario verificare nelle Impostazioni della Pagina che la Categoria sia impostata come Impresa locale per le aziende:

  1. Tramite telefono: accedere alla pagina come amministratore e cliccare su Impostazioni>generali>verifica della pagina>inizia. A questo punto occorre inserire un numero di telefono, presente in un elenco pubblico o in un documento aziendale (informazioni usate solo per la verifica della pagina), lingua e paese. Cliccare Chiamami ora in modo da ricevere via telefono un codice di verifica di quattro cifre da inserire nel relativo campo. Cliccare in seguito Continua;
  2. Tramite invio di documentazione: cliccare Verifica la pagina con i documenti all’interno delle Impostazioni. A questo punto è sufficiente aggiungere l’immagine di un documento ufficiale che riporta il nome e l’indirizzo dell’azienda (licenza aziendale, bolletta telefonica o di altre utenze, dichiarazione dei redditi).

Dopo aver inserito il codice di verifica o aver inviato i documenti, Facebook esaminerà il materiale per confermare la veridicità delle informazioni fornite e controllerà che coincidano con quelle dei registri pubblici. Entro pochi giorni il sistema invierà una notifica o una mail in merito allo stato della verifica e in seguito comparirà il badge grigio a fianco del nome della pagina Facebook.

 

Pinterest (segno di spunta rossa)

E’ possibile ottenere la spunta rossa di verifica dell’account a destra del nome per brand, celebrità o media. La verifica del profilo e la conferma del sito web sono due operazioni distinte ma entrambe fondamentali per rendere un profilo affidabile. Di seguito la sequenza di operazioni necessarie ad ottenere entrambe:

  • Conferma del sito web tramite file HTML:
  1. Cliccare su Impostazioni nella sezione Profilo;
  2. Cliccare su Verifica del sito web;
  3. Scaricare il file html personalizzato e aggiungerlo nel root del sito;
  4. Cliccare per terminare il processo;
  • Conferma del sito web tramite meta tag:
  1. Cliccare su Impostazioni account;
  2. Cliccare su Conferma sito web;
  3. Copiare il meta tag e aggiungerlo al proprio sito web;
  4. Aggiungere il meta tag nella sezione <head> del file index.html del sito prima della sezione <body>;
  5. Tornare su Pinterest e cliccare su Fine;
  • Verifica dell’account:
  1. Aggiungere il logo o la foto come immagine del profilo;
  2. Assicurarsi di aver confermato il sito web.

 

Instagram (segno di spunta blu) – alcune considerazioni

Consigliamo all’utente di inserire in calce alla descrizione della propria pagina Instagram il link al proprio sito web o alla propria pagina Facebook: questo espediente, pur non garantendo l’ottenimento del badge di verifica, fornisce maggiore credibilità alla propria pagina e aiuta l’utente ad indentificare potenziali identità derubate. In aggiunta è anche possibile integrare un feed di immagini Instagram sulla pagina ufficiale Facebook o sul sito web della propria azienda.

I requisiti indispensabili per la verifica sono i seguenti, ma non è necessario che siano presenti nello stesso momento:

  • Solida presenza online;
  • Profilo già verificato su altri social;
  • Account Wikipedia;
  • Essere un artista;
  • Essere una figura pubblica (star della TV, politico, …).

La verifica dell’account Instagram è l’unico caso in cui è necessario il supporto di un intermediario che svolga questa attività (nello specifico una web agency): infatti solo alle agenzie è permesso accedere al modulo di richiesta della verifica dell’account. Nel form sono richieste informazioni di base riguardanti l’azienda o il personaggio pubblico che richiede la verifica, ad esempio dati personali o articoli che possano aiutarne la verifica. La verifica dell’account non è in nessun caso legata al numero dei follower.

 

Twitter (segno di spunta blu)

Il tick o segno di spunta blu su Twitter può non essere richiesto dall’utente (ma da terze persone) se il suo account è uno dei più ricercati come nel caso di personaggi pubblici o grandi brands. Come per Instagram, la popolarità dell’account non dipende dal numero di tweet né dal numero degli abbonati. E’ possibile segnalare un account di un’azienda aggiungendo il sito ufficiale nel proprio profilo e inserendo un link al proprio profilo Twitter nel proprio sito ufficiale.

L’utente può richiedere la certificazione se in possesso delle seguenti informazioni:

  • Foto profilo (400×400 pixel);
  • Foto di copertina (1500×1500 pixel);
  • Indirizzo di mail valido;
  • Numero di telefono;
  • Sito;
  • Bio.

A questo punto i passaggi da seguire sono i seguenti:

  1. Inoltrare la richiesta sul sito, aggiungendo almeno due link di siti di cui Twitter può controllare l’identità, l’autorevolezza e rilevanza nel settore di riferimento del richiedente;
  2. Scrivere una motivazione di richiesta di massimo 500 caratteri;
  3. Attendere la verifica via mail.

Per ottenere più facilmente il tick si consiglia di includere sempre account verificati connessi, link al proprio sito, aggiungere la propria posizione geografica, la propria mansione/lavoro specificando l’area di competenza ed infine utilizzare parole chiave ed un eventuale #.

ATTENZIONE: la certificazione può essere persa se si violano le condizioni d’uso di Twitter o si cambia il nome dell’utente.

 

LAST BUT NOT LEAST

Le verifiche delle pagine o degli account sui vari social non sono acquistabili direttamente in nessun modo.

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27 esempi di post per il vostro e-commerce da usare ORA e SUBITO

Oggi vogliamo farvi un regalo, perché ogni social media manager ha quei giorni grigi, senza idee, senza ispirazione, dove la creatività è sotto le scarpe e il post proprio non vuole uscire. Quanto sarebbe comodo avere un kit di sopravvivenza per affrontare queste giornate?

Ecco a voi la soluzione, un elenco di post che potete personalizzare per la vostra pagina Facebook e per il profilo Instagram. Fatene buon uso!

In comode quattro sezioni differenti per obiettivi! Aumentare i follower, Portare traffico alla landing page o al sito, Intrattenere il mio pubblico e costruire il mio brand, Attirare l’attenzione del mio pubblico

 

 

 

Aumentare i follower

 

Facebook

 

  1. Se vivi in [nome della regione] e non hai ancora cliccato “mi piace” alla nostra pagina facebook, fallo subito e attiva le notifiche! Non perdere più uno sconto o un evento, clicca “mi piace” e #staytuned!
  2. Hai perso il nostro ultimo evento/sconto? Ci dispiace! Ma abbiamo una buona notizia, clicca “mi piace” alla nostra pagina facebook e sarai il primo a conoscere il nostro prossimo evento/sconto!

 

Instagram

  1. Ti piace questa foto? Ne vuoi vedere altre? Inizia a seguirci! #igerscittà #nomeazienda
  2. Se vivi a [nome della città] e cerchi idee per il tuo giardino, seguici! #igerscittà #nomeazienda
  3. Seguici per conoscere eventi e sconti in anteprima! [#nomedellazienda]

 

 

 

Portare traffico alla landing page o al sito

 

Facebook

  1. Dai un’occhiata ai nostri [prodotto] per uso domestico. Niente di meglio per una [prodotto] con tutto il gusto della tradizione direttamente a casa tua! [#nomedellapagina]
  2. Entra con un’idea ed esci con un #regalo sul nostro e-commerce, scopri la [nome della carta] che puoi donare a parenti e amici, vicini e lontani, basta un clic [link alla pagina] #natale [#nomedellapagina]
  3. [nome della pagina] questa settimana compie [età dell’azienda] anni e per festeggiare tutti i prodotti dell’e-commerce sono in sconto al [% di sconto]! Link all’e-commerce e immagine redatta in occasione del compleanno.

 

Instagram

  1. Se ti piace questa foto, aspetta di vedere l’intero sito! Clicca sul link nel nostro profilo per organizzare un appuntamento presso la nostra azienda! #nomedellacitta #nomedelprofilo
  2. Hai bisogno di un angolo innovativo nella tua proprietà? I nostri progetti sono sempre su misura e personalizzati, clicca sul link in bio. #nomedellasocieta
  3. Scopri perché i [professione] si innamorano di noi. Pianifica i tuoi acquisti sul nostro e-commerce o vieni nel nostro negozio a [#nomedellacitta]. Link in bio.

 

 

 

Intrattenere il mio pubblico e costruire il mio brand

 

Facebook

 

  1. Guarda la nostra foto del giorno!
  2. Benvenuto #mese! Guarda i nostri prodotti per affrontare al meglio la stagione [Link e-commerce]
  3. Buon Natale! Ecco come stiamo festeggiando qui #nomedellapagina!
  4. Il sole si fa sempre più caldo e noi non pensiamo ad altro che al #mare alle #spiagge al #relax. Queste sono quattro delle spiagge più belle della nostra amata [#nomedellaregione], voi quale preferite?
[reaction cuore] Foto località 1

[reaction lacrime] Foto località 2

[reaction wow] Foto località 3

[reaction like] Foto località 4

  1. Oggi vi presentiamo quattro dei più bei #giardini in assoluto. A voi quale piace di più… dateci il vostro parere aggiungendo una reazione a questa foto:
[reaction cuore] Foto giardino 1

[reaction haha] Foto giardino 2

[reaction like] Foto giardino 3
[reaction wow] Foto giardino 4

Aspettiamo le vostre #reazioni ! #bio #natura #amoreperlanatura #garden

  1. CONTEST [titolo] Fai una foto a [oggetto/situazione] dal [data inizio] al [data termine]. Pubblica la foto sulla pagina Facebook di [nome della pagina], con l’hashtag [scegliere un hashtag legato alla pagina]. Alla foto che otterrà più “mi piace” verrà regalato un buono del valore di [importo deciso] da spendere sull’ecommerce dell’azienda. A tutti i partecipanti al contest o per coloro che condivideranno la foto di un amico, verrà spedito uno sconto del [sconto] sui prossimi acquisti su [nome della pagina], non cumulabile con altre offerte e valido fino al [data] (lo sconto verrà spedito al termine del contest). Lo sconto è valido per una singola condivisione.

 

Instagram

  1. E’ il giorno giusto per sedersi davanti al pc e decidere a chi affidarsi per la propria strategia di [tipo di lavoro che svolge l’azienda]! #nomedellasocieta
  2. Il nostro team è pronto per iniziare la settimana alla grande! #mondaymotivation
  3. [#vitada…ufficio/contadino/giardiniere] è la novità del nostro profilo, schizzi e colori per descrivere ciò che viviamo ogni giorno!
  4. Lo sapevi che [spiegazione di un’attività dell’azienda].

 

 

 

Attirare l’attenzione del mio pubblico

 

Facebook

  1. Oggi è il giorno esatto in cui [#nome della pagina] compie [età dell’azienda] anni ed è per questo che vi OFFRIAMO lo SCONTO del [% di sconto] su tutti i prodotti del nostro e-commerce. Festeggia anche tu insieme a noi!! #compleanno
  2. Clicca “mi piace” a questo post se anche tu devi [attività obbligatoria e scomoda per utenti in target con il negozio] ;-P
  3. Quale è la cosa che preferisci del lavoro?

 

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  1. Tagga un amico se anche tu sei felice che sia già venerdì! #fridaymood
  2. Quale è il tuo segreto per far [bene il tuo lavoro (attività utenti in target con negozio)] Lasciaci un commento!
  3. Metti “mi piace” al nostro post se anche tu vorresti un giardino così! #gardendesign #gardenliving #gardengoals

 

 

La crisi creativa non s’arresta? Risponde la linea d’emergenza 051 385562 :)

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Facebook Advertising: TRE punti fondamentali per la tua azienda (e sfruttare al meglio gli 11 modi di raggiungere il pubblico)

 

 

Perché prendere in considerazione business manager di Facebook per la tua attività e iniziare a utilizzare Facebook ADS?

 

Punto 1: Facebook come strumento di marketing

Già a maggio 2017 Facebook contava 2 miliardi di utenti. È il re dei social network e ormai non esservi presenti con un profilo o una pagina è grave quasi quanto non avere un sito.

La prima cosa che facciamo infatti quando vogliamo avere più informazioni su una persona, un’azienda, un luogo, è cercarlo su Google o sui Social. Ammettilo, lo hai fatto anche tu. Proprio per questo motivo spesso ci sentiamo dire di stare attenti a come ci comportiamo sui nostri social preferiti: magari un futuro datore di lavoro potrebbe andare a spulciare il nostro profilo per farsi un’idea di che persona siamo.

Su Facebook c’è di tutto: miliardi di pagine e di utenti che pubblicano ogni giorno nuovi contenuti. Non possiamo pensare di esistere solo noi sul gigante blu. Ma questo comporta una quantità infinita di dati che costantemente sono postati e che viaggiano attraverso lo spazio per finire sulle nostre bacheche.

Curiosi di vedere visivamente come aumentano gli utenti attivi di Facebook? Cliccate qui!

Adesso veniamo a noi. Lo spazio che abbiamo su Facebook è semplicemente quello di una pagina come tante altre. Come si può fare allora a fare emergere i nostri contenuti e renderli visibili? La risposta, come succede spesso, è una: PAGARE. Ma vogliamo pagare in modo intelligente, senza sprecare i nostri soldi e le nostre risorse; vogliamo che i nostri contenuti arrivino solo alle persone davvero interessate.

Per fare questo e assumere il giusto atteggiamento, ci viene in aiuto un classico mantra del marketing digitale (e non solo):

“Il messaggio giusto

Alla persona giusta

Al momento giusto”

Tutto ciò non è altro che FACEBOOK ADS.

Parte 2: Non usare solamente il metti in evidenza

Diciamo che hai un’attività. Diciamo che hai anche una pagina Facebook, magari ben gestita e con post che ricevono commenti e reazioni. A questo punto ti sarà di certo capitato di vedere il famoso pulsante metti in evidenza, un pulsante che ti promette di promuovere la tua attività con qualche semplice click. Ma non è tutto oro quello che luccica! Le possibilità del “metti in evidenza” sono limitate rispetto a ciò che puoi fare tramite Business Manager e in particolare Power Editor.

Quali sono i problemi nell’utilizzare metti in evidenza? 

1: L’obiettivo è quello predefinito

Sponsorizzare un post tramite il “metti in evidenza” non ti permette di essere padrone del processo di creazione dell’annuncio. La prima controindicazione è non poter scegliere per quale obiettivo ottimizzare la tua inserzione.

“Metti in evidenza” ti permette di pubblicizzare il tuo contenuto solo per 2 obiettivi:

  • Interazioni con il post
  • Visite al sito web

Per iniziare potrebbero anche essere sufficienti, ma a lungo andare ti renderai conto che questi non possono essere i tuoi unici obiettivi di digital marketing (sopratutto quando la necessità è vendere e si vuole investire per massimizzare le vendite). Realizzare una campagna tramite il Power Editor di Business Manager di Facebook invece ti apre ben 11 possibilità:

Gli 11 obiettivi di Marketing che puoi implementare su una campagna Facebook Advertising
Clicca per vedere gli 11 obiettivi di Facebook Advertising

 

Come vedi, gli obiettivi di Facebook ADS sono suddivisi in tre categorie:

  • Notorietà: per generare interesse verso il tuo prodotto o servizio.
  • Considerazione: per indurre le persone a iniziare a pensare alla tua azienda e a cercare maggiori informazioni in merito.
  • Conversione: per incoraggiare le persone interessate alla tua azienda ad acquistare o usare il tuo prodotto o servizio.

Queste tre categorie sono strutturate secondo un semplice funnel:

  1. Gli obiettivi per notorietà abbracciano una fascia più ampia di pubblico che però è ancora “freddo”, non ci conosce e deve ancora capire bene chi siamo e cosa offriamo;
  2. Gli obiettivi per considerazione sono un passaggio intermedio: gli utenti sono maggiormente coinvolti e cercano qualche informazione in più, possono essere interessati ad eseguire qualche azione semplice come iscriversi a una newsletter;
  3. Nella conversione, infine, il pubblico è molto più ristretto ma “caldo”, sono persone che ci conoscono e sono disposte a comprare e a sostenerci!

2: un pubblico che non puoi controllare

Ed eccoci arrivati al secondo problema del “metti in evidenza”: il pubblico.

Sicuramente avrai sentito dire spesso “il pubblico a cui ti rivolgi è importante” “ricorda che conoscere e parlare al tuo pubblico è essenziale”, ed è assolutamente vero. Proprio per questo motivo quindi è bene non limitarsi al tasto “metti in evidenza” che ci propone tre tipologie di pubblico riduttive:

  • Fan della pagina
  • Fan della pagina + i loro amici
  • Un pubblico per interessi

In questo modo non si può arrivare al pubblico ben profilato e definito che intendiamo raggiungere! Urlare in una piazza piena di gente per vendere delle scarpe è molto più faticoso che poter contattare uno ad uno tutti quelli che hanno scarpe vecchie e rotte, no?

Tramite Business Manager hai un ottimo strumento: sotto la voce “Risorse” appare lo strumento “Pubblico”. Con esso puoi creare diverse tipologie di pubblici in target e salvarli per usarli nelle tue inserzioni.

Gli oggetti del menu di Facebook Business Manager

 

Le tipologie di pubblico che puoi creare sono 3:

  • Custom Audiencies
  • Saved audiencies
  • Lookalike

Vediamoli uno per uno:

1: Custom Audiencies

I diversi modi in cui Facebook ti permette di definire un pubblico

Le custom audiencies o pubblici personalizzati sono dei pubblici particolari che utilizzano fonti esterne.

Come vedi nell’immagine puoi creare pubblici a partire da file clienti, utilizzando le persone che hanno interagito con i tuoi post o anche basare l’audience sul pixel.

“Il pixel di Facebook è un frammento di codice JavaScript presente sul tuo sito Web che ti consente di misurare le tue campagne pubblicitarie, ottimizzarle e definirne il pubblico.” – Facebook Business

Il pixel è lo strumento che ti permette di misurare ciò che avviene fuori da Facebook: sul tuo sito o sulle tue landing pages. Puoi quindi costruire dei pubblici a partire dal pixel e inserire nel target quelle persone che hanno compiuto un’azione sul tuo sito: è molto utile per le campagne di remarketing!

2: Saved Audiencies o pubblici salvati

Sono i pubblici personalizzati. Crea il tuo target sulla base di

  • luogo
  • sesso
  • età
  • interessi e comportamenti

3: Lookalike o pubblici simili

Questa funzione consente di creare pubblici simili a partire da un pubblico salvato. Facebook cercherà persone simili per interessi a quelle del pubblico che hai selezionato e creerà una nuova audience che “potrebbe essere interessata alla tua azienda in quanto presenta caratteristiche simili ai tuo migliori clienti esistenti.” – Facebook Business

Si tratta di uno strumento estremamente potente che va utilizzato con attenzione, e i cui risultati possono variare parecchio rispetto al target di partenza. Iscriviti alla newsletter perchè presto ne parleremo più approfonditamente, e se non puoi aspettare contattaci per saperne di più!

 

Parte 3: Le campagne su Facebook

Veniamo ora alla vera e propria azione pubblicitaria su Facebook: le campagne.

Per creare una campagna efficace servono:

  • Un obiettivo chiaro
  • Un pubblico profilato
  • Una struttura intelligente

Abbiamo già visto gli obiettivi e il pubblico, passiamo quindi ad analizzare la struttura.

Analisi della struttura di una campagna implementata con Facebook Business Manager

 

La struttura di una campagna prevede tre livelli:

  • Campagna:

al primo livello c’è la campagna: qui decidiamo l’obiettivo per cui ottimizzare le inserzioni. Essa contiene uno o più gruppi di inserzioni.

  • Gruppi di inserzioni:

Nel gruppo di inserzioni possiamo compiere decisioni circa il pubblico, il budget, la durata della campagna e i posizionamenti delle inserzioni (che possono comprendere Instagram, siti di terze parti…). Sarebbe bene creare almeno due gruppi di inserzioni differenziati (ad esempio per pubblico o per posizionamenti). Questo approccio ti permette di ricavare dati reali e consistenti, e di testare per capire sempre meglio COSA FUNZIONA per la promozione della tua azienda.

  • Inserzioni

In ogni gruppo di inserzioni si inseriscono le inserzioni vere e proprie. Attenzione: le inserzioni sono ciò che l’utente finale visualizza! Qui si sviluppa la creatività: scegli le immagini più accattivanti e spiega cosa offri attraverso la descrizione. Anche qui ti consigliamo di non fare un solo tipo di inserzione ma di farne diversi per vedere quali sono i più efficaci!

“Prova le tue inserzioni costantemente. Devi provare i vari tipi di inserzioni più e più volte prima di farti un’idea di quali funzionano meglio. Grazie a Facebook è facile farlo. In questo modo è possibile capire cosa avviene e intervenire di conseguenza.” – Luca Daniel, cofondatore di NOGU

Al termine della campagna analizza i risultati e cerca sempre di migliorarti. Non esistono ricette o formule magiche nel mondo dei social, è importante testare sempre e capire che a volte serve sbagliare per migliorarsi.

 

Ti piacerebbe saperne di più, chiedere un consiglio o un incontro con la squadra di BIG? Scrivici e saremo felici di risponderti.

 

 

Ti lascio con questa frase di Bobby Kennedy:

“Solo coloro che hanno il coraggio di affrontare i grandi insuccessi possono ottenere grandi successi”.

Buona fortuna e buona attività di campagna su Facebook!

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BIG News

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