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Inserzioni su Instagram: piccola Guida per fare pubblicità efficaci

Instagram conta 1,1 miliardi di utenti registrati, e circa 500 milioni di persone lo utilizzano quotidianamente (dati ufficiali e aggiornati nel footer di questa pagina).

Numeri da capogiro, sorpassati solo da piattaforme come Youtube e Facebook, che conducono verso una sola conclusione: fare pubblicità su Instagram rappresenta un’opportunità per le aziende che vogliono essere competitive..

La piattaforma registra il picco di utilizzo tra le persone entro i 34 anni, ha il vanto di avere utenti molto attivi su tutte le piattaforme social che sono estremamente interessati alla fruizione dei contenuti digitali.

Statistiche di Reciprocità Piattaforme Social
Via Hootsuite tramite Pew Center

Questi dati evidenziano la necessità per le aziende di avere una brand identity ben definita e coerente su tutte le piattaforme e, soprattutto, di creare inserzioni efficaci e in target, anche perché più del 70% degli utenti ha acquistato un prodotto dopo averlo visto su Instagram (e nel link trovate altre 249 statistiche).

Fare pubblicità su Instagram

Per poter fare pubblicità su Instagram è necessario collegare la propria pagina Facebook aziendale a un account Business Instagram.

Si aprono quindi due strade: promuovere un post già pubblicato attraverso l’app di Instagram oppure creare un’inserzione o una campagna a partire da Business Manager di Facebook. Di recente è stato anche lanciato il Creator Studio, di cui parleremo presto.

Se si è alle prime armi, e si vuole semplicemente fare un test sulla piattaforma di Instagram per monitorare le performance, promuovere un post direttamente dal proprio profilo business potrebbe essere sufficiente. Basterà cliccare su un post già pubblicato e procedere alla fase promuovi. Si potrà quindi scegliere se rimandare le persone al proprio profilo, al proprio sito web o se invitarle ad inviare messaggi; creare il pubblico e scegliere infine la durata e la spesa della promozione.

Utilizzare Business Manager per Instagram

Se al contrario si intende organizzare una strategia digitale più articolata ed efficace, sapersi destreggiare su Business Manager diventa essenziale.

Business Manager è uno strumento complesso ma anche molto potente. Grazie all’immensa mole di informazioni ricavate dai dati degli utenti riguardo uso e abitudini digitali è davvero possibile creare inserzioni efficaci e mostrarle al pubblico con il quale si desidera interagire.

Dashboard di Business Manager

Come prima cosa è necessario capire dove si vuole arrivare con la propria inserzione e di conseguenza essere in grado di definire il proprio obiettivo di marketing:

  • Awareness: se l’obiettivo dell’inserzione o della campagna è di raggiungere il maggior numero di utenti possibili o di far visualizzare la creatività il maggior numero di volte;
  • Consideration: se l’obiettivo dell’inserzione o della campagna è ottenere traffico sul sito, creare engagement, fare lead generation, aumentare le visualizzazioni di un video, portare all’invio di messaggi privati o ancora far installare la propria app;
  • Conversion: se l’obiettivo è di portare gli utenti ad acquistare sul proprio sito o al drive-in-store.

Una volta selezionato l’obiettivo da raggiungere, la schermata passerà ai settaggi dell’inserzione, in cui sarà possibile scegliere i link di destinazione della creatività e il target da selezionare.

Creazione del pubblico 

La creazione del pubblico, o del target, è uno dei passaggi più delicati da affrontare, perché dalle selezioni fatte dipendono il successo o il fallimento dell’inserzione. La creazione corretta del pubblico non è una condizione sufficiente per il successo ma è assolutamente necessaria.

Se si è agli inizi con la creazione dei target, e non si conoscono tutte le possibilità offerte dalla piattaforma, un buon consiglio da seguire è quello di partire dalle proprie buyer personas. Sulla definizione sono stati spesi fiumi di inchiostro e bit, vediamo in breve come procedere operativamente con un semplice esempio.

A chi è rivolta l’inserzione che vogliamo promuovere? Queste persone a cosa sono interessate, cosa amano, a quale fascia d’età appartengono, vanno al cinema, sono sportive, in quale città vivono? E allo stesso tempo cosa non amano, e cosa non farebbero mai?

Iniziando da zero, ci si renderà subito conto di quanto possa diventare dettagliato il pubblico al quale mostrare la propria inserzione, includendo o escludendo utenti sulla base delle loro caratteristiche e abitudini digitali.

Schermata di creazione pubblico su Instagram

Facciamo un esempio. Una startup tech ha appena reso disponibile su Apple Store una nuova App per acquisti di prossimità a Bologna e intende promuoverla attraverso Instagram. Nella creazione del pubblico selezionerà le varie caratteristiche degli utenti tra cui, probabilmente:

  • Location: persone che vivono a Bologna (o nei comuni nei quali il servizio è disponibile);
  • Età e Genere: chi sono le buyer personas;
  • Lingua: Italiano se l’App è dedicata al mercato di prossimità;
  • Interessi e Abitudini: gli utenti potrebbero essere interessati al consumo sostenibile, o frequentare un certo locale, avere una laurea, fare un certo tipo di lavoro o avere già interagito con la propria pagina;
  • Esclusione: dato che l’App è disponibile solo su Apple Store sarà necessario escludere tutti gli utenti che hanno dei dispositivi mobili diversi dal sistema operativo iOS.

Scegliere il Posizionamento, Budget e Durata di un’Inserzione

Una volta creato il pubblico per l’inserzione sarà necessario scegliere il posizionamento, il budget e la durata di un’inserzione.

Su Instagram la scelta è decisamente più contenuta rispetto alla parent company Facebook ed è possibile selezionare la sponsorizzazione sul Feed o sulle Storie. Il consiglio è di fare campagne ad hoc per il posizionamento scelto, perché i contenuti siano il più appetibile possibile agli utenti finali.

Per quanto riguarda il budget partiamo da un presupposto: le campagne pubblicitarie sui social hanno spese mediamente molto più contenute rispetto alle campagne tradizionali. Questo non significa però che una spesa totale di € 20,00 possa coinvolgere un vasto pubblico o avere un tasso di conversione elevato. Allo stesso modo è impossibile pensare di poter scegliere come obiettivo Brand Awareness e impostare una durata inferiore alle 3/4 settimane.

Budget e durata di un’inserzione o di una campagna su Instagram devono essere studiate a tavolino nell’ottica di un funnel di conversione articolato, tenendo in considerazione obiettivi di marketing e monitorate quotidianamente per valutare eventuali rettifiche.

Consigli per fare pubblicità su Instagram

  • I post con i volti ottengono in media molto più engagement rispetto a quelli senza.
  • Se si ha già una community sviluppata è una buona idea vedere quali post hanno ricevuto più interazioni. Diciamo che la Top 3 rappresenta lo specchio degli interessi dei nostri utenti finali, di conseguenza è una buona idea replicare quei contenuti per massimizzare la spesa e ottenere un ROI più alto.
  • Instagram e Facebook promuovono l’uso dei nuovi formati. Questo significa che a parità di spesa le creatività realizzate con i nuovi formati disponibili nelle piattaforme avranno tendenzialmente una spinta maggiore rispetto alle altre. Attualmente Instagram sta cercando di rubare la scena a Youtube spingendo Storie e Video. Perché non provare?
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Marketing

Fai pubblicità online e hai l’azienda a Bologna? Ottieni un contributo del 50% sulle spese con il bando della CCIAA

Se hai avviato di recente un’attività nel territorio bolognese puoi approfittare di un bando molto interessante promosso dalla Camera di Commercio di Bologna. Se poi sei una giovane imprenditrice ancora meglio. Infatti il bando si rivolge in modo specifico alle aziende rientranti nella definizione di “imprese femminili” e di “imprese giovanili”. 

Perché ne parliamo su un blog come il nostro? Perché tra le spese ammissibili ci sono anche attività di marketing online, cosa non scontata viste le recenti esperienze del bonus pubblicità che limitava le agevolazioni unicamente a pubblicità editoriali. 

In questo caso invece nel bando viene in modo esplicito indicata come voce finanziabile la spesa per “piattaforme di pubblicità on line (ad esempio Google AdWords)…”. Perdoniamo gli autori del bando che inciampano su un Google Adwords che ormai da tempo ha visto il nome modificato in Google Ads, errore veniale ampiamente perdonato vista la lungimiranza nell’aver inserito una voce così specifica. Perché spesso succede il contrario, che le istituzioni abbiano un atteggiamento nella migliore delle ipotesi diffidente quando incrociano l’operato dei famosi “colossi digitali”; hanno ragione, quando si parla di elusione fiscale, hanno torto quando si tratta delle opportunità che il mondo online offre agli imprenditori per promuovere il proprio lavoro. 

Oltre alle spese per pubblicità vengono indicate anche spese riguardanti la realizzazione di siti internet, con una precisazione: che riguardino la “prima realizzazione” del sito web aziendale, quindi non sono comprese attività di restyling o modifiche a siti già esistenti.

Non possiamo che guardare favorevolmente questo bando, anche perché la Camera di Commercio di Bologna ha stanziato un totale di 1 milione di euro. Si tratta quindi di soldi veri e vale la pena studiarlo con attenzione.

1) Che cosa dice il bando

La Camera di Commercio di Bologna fa preciso riferimento a contributi per supportare le nuove imprese nella fase di avvio dell’attività. Il bando “è rivolto a PMI (micro, piccole e medie imprese), con sede legale e/o unità locale nell’area metropolitana di Bologna, iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio di Bologna a partire dall’1/1/2019. Condizione per l’erogazione del contributo è l’inizio dell’attività entro il termine per la presentazione della rendicontazione delle spese ammesse.”

2) Chi può partecipare: “imprese femminili” e “imprese giovanili”

Che cosa vuol dire? Esistono dei parametri precisi per determinare se la propria azienda rientri in queste categorie. 

  • si considerano Imprese femminili le imprese la cui partecipazione del controllo e della proprietà è detenuta in prevalenza da donne. Se siete donne e titolari di un’azienda la questione è semplice, in caso di società la questione può complicarsi. In generale è sufficiente che la partecipazione di donne risulti complessivamente superiore al 50% tra quote di partecipazione e cariche amministrative. Esiste un vero proprio algoritmo di calcolo, se avete dei dubbi e volete un approfondimento potete consultare questo report della CCIAA nella scheda “Definizione imprese femminili”
  • si considerano imprese giovanili le attività di proprietà o controllate da persone di età inferiore ai 35 anni. In caso di società vale la stessa regola di sopra, quote di partecipazione e di cariche amministrative detenute da giovani devono essere superiori al 50%. Se siete curiosi potete consultare il report approfondito della CCIAA sul secondo trimestre 2019 delle imprese giovanili nel territorio bolognese.

 

3) Come partecipare

Aspetto fondamentale: per l’assegnazione dei fondi verrà considerato come prioritario l’ordine cronologico di presentazione della domanda. Fa fede la data e l’ora dell’invio telematico. Quindi bisogna segnarsi in grande sul calendario la data del 16 settembre 2019 ore 9:00, momento in cui sarà reso disponibile l’invio telematico delle richieste. Il termine entro il quale presentare la domanda sarà il 15 ottobre. Dopodiché passeranno 90 giorni per l’assegnazione, se tutto è in regola.

Per l’invio telematico valgono regole generali che è bene ricordare: è obbligatorio essere in possesso di firma digitale ed essere abilitati all’utilizzo della piattaforma Web Telemaco, con un credito di importo pari o superiore ad € 16,00. Se non avete mai affrontato queste tematiche piuttosto spigolose vi consiglio di rivolgervi ad un consulente.

 

4) Di che cifre stiamo parlando

Il contributo non riguarderà la somma di tutte le spese di un progetto ma soltanto il 50%. Questo vuol dire che se hai un’azienda con le giuste caratteristiche per poter presentare domanda dovrai comunque fare lo sforzo economico previsto dal tuo progetto. Inizialmente dovrai finanziarlo al 100%, dopodiché passati 90 giorni dalla consegna della rendicontazione la CCIAA ti erogherà il contributo del 50% dei costi che hai sostenuto, il tutto in un’unica soluzione. 

Quindi un esborso c’è, ma l’ottica del contributo è proprio quella di favorire investimenti che comunque avresti dovuto sostenere.

Quale impresa nel 2019 può permettersi di non fare attività pubblicitaria online? Questa potrebbe essere l’occasione per farlo bene, dedicando il giusto budget e ottenere il tanto agognato ROI.

Inoltre l’aspetto molto interessante è che sono considerate valide anche spese già sostenute, a partire dal 1 gennaio 2019.

L’importo minimo delle spese ammissibili è di 3.000 € mentre il contributo massimo è di 30.000 €.

 

5) Quali altre spese sono considerate ammissibili 

Oltre alla pubblicità online e le realizzazione del sito web le spese ammissibili sono tante e le opportunità sono molto interessanti:

  • Onorari notarili (per costituzione società, atto acquisto locali per esercizio attività, stipula contratto affitto d’azienda);
  • Acquisto/noleggio o leasing di beni nuovi, durevoli, strettamente funzionali all’attività dell’impresa;
  • Acquisto licenze d’uso/noleggio di software gestionale/professionale;
  • Spese per la realizzazione di reti telematiche;
  • Costi per deposito/acquisizione di brevetti, deposito marchi e acquisizione diritti di licenza;
  • Spese per la formazione del personale;
  • Spese di pubblicità e per la realizzazione di materiale promozionale;
  • Spese relative ai canoni del contratto di affitto dell’azienda, affitto locali aziendali, quote iniziali del contratto di franchising (nel limite del 30% spese ammissibili);
  • Spese relative alle utenze (energia elettrica, acqua, gas, telefono fisso e internet da postazione fissa, per un periodo massimo di 6 mesi);
  • Spese per acquisizione di certificazioni;
  • Spese di consulenza per la realizzazione del business plan.

Da queste voci è evidente di come lo scopo delle CCIAA sia quello di favorire l’avvio di un’impresa, prevedendo tutte quelle classiche spese iniziali. 

6) A che cosa fare attenzione

Il bando è piuttosto chiaro, con poche zone d’ombra, ma è bene prestare attenzione ad alcune sfumature per evitare di vedersi bocciare la richiesta:

  • nonostante ci sia una voce riguardante le spese di consulenza per la realizzazione di business plan, non è possibile presentare fatture con voci riguardanti generiche consulenze. Quindi le consulenza sono ammissibili solo e unicamente per la creazione del business plan. 
  • canoni di manutenzione, assistenza ed abbonamenti vari non sono considerate spese ammissibili, in linea con il senso generale del bando volto a contribuire spese di avvio e non continuative. Le uniche spese continuative ammissibili sono quelle delle utenze ma per un massimo di 6 mesi.
  • non sono considerate ammissibili le spese per l’acquisto di beni usati

 

7) In concreto come potrei usufruire del bando? 

Per quello che ci compete, se avete l’idea di fare pubblicità online questo è il momento giusto. Vediamo qualche esempio di attività che il bando potrebbe finanziare:

  • Realizzazione di campagne Google Ads: se fai realizzare questa attività da un’agenzia avrai la certezza che la campagna sarà creata e gestita professionalmente, oltre al vantaggio di una rendicontazione semplificata, potendo contare su una fattura unica. Infatti l’agenzia può rifatturare il costo sostenuto per Google, evitando complicate rendicontazioni con fatture in reverse charge (se avete mai avuto a che fare con le fatture emesse da Google, Facebook e compagnia sapete a cosa mi riferisco).
  • Lo stesso vale per della campagne a pagamento su Facebook. Sappiamo quante opportunità offra il social di Mark Zuckerberg ma noi che ci lavoriamo tutti i giorni sappiamo come sia diventato complicato negli ultimi anni realizzare campagne performanti, in grado di offrire un ritorno sull’investimento certo.
  • Non dimentichiamoci di LinkedIn, strumento fondamentale per il B2B. Qui potete leggere un approfondimento e capire perché credo tanto nell’utilizzo del social di proprietà Microsoft. In questo caso se avete un’azienda B2B appena avviata e non vi sentite pronti ad affrontare i costi spesso alti che richiede una campagna di advertising sul LinkedIn, potete approfittare del contributo per sottoscrivere l’abbonamento a Sales Navigator e frequentare un corso su come utilizzarlo al meglio.
  • Infatti il bando prevede anche spese per la formazione del personale. E qui i campi possono essere i più svariati: 
    • formazione per l’utilizzo dei Social Network aziendali e la creazione di un piano editoriale
    • per la gestione di un CRM per le attività di Marketing come HubSpot (per approfondimenti vedi l’articolo sui CRM)
    • per creare autonomia all’interno dell’azienda nella gestione e ottimizzazione della campagne Google o Facebook 
    • per creare campagne e servizi di newsletter

 

In conclusione, vista la cifra totale messa a disposizione dalla CCIAA e vista l’ampiezza delle spese ammissibili, consigliamo vivamente di partecipare a questo bando. Bisogna però avere un certo tempismo, non sottovalutare le solite insidie della burocrazia, e farsi trovare pronti per la data del 16 settembre. Questo non vuol dire che sconsigliamo di partecipare a chi arriva agli sgoccioli, perché la cifra è considerevole e non si esaurirà in pochi giorni. Quindi non vi resta che prepararvi. 

Vuoi essere supportato da un’agenzia? Scrivi a info@webig.net

Se vuoi cominciare a studiare puoi consultare la pubblicazione sul sito della CCIAA e il bando vero e proprio.

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Social

Facebook Advertising: TRE punti fondamentali per la tua azienda (e sfruttare al meglio gli 11 modi di raggiungere il pubblico)

 

 

Perché prendere in considerazione business manager di Facebook per la tua attività e iniziare a utilizzare Facebook ADS?

 

Punto 1: Facebook come strumento di marketing

Già a maggio 2017 Facebook contava 2 miliardi di utenti. È il re dei social network e ormai non esservi presenti con un profilo o una pagina è grave quasi quanto non avere un sito.

La prima cosa che facciamo infatti quando vogliamo avere più informazioni su una persona, un’azienda, un luogo, è cercarlo su Google o sui Social. Ammettilo, lo hai fatto anche tu. Proprio per questo motivo spesso ci sentiamo dire di stare attenti a come ci comportiamo sui nostri social preferiti: magari un futuro datore di lavoro potrebbe andare a spulciare il nostro profilo per farsi un’idea di che persona siamo.

Su Facebook c’è di tutto: miliardi di pagine e di utenti che pubblicano ogni giorno nuovi contenuti. Non possiamo pensare di esistere solo noi sul gigante blu. Ma questo comporta una quantità infinita di dati che costantemente sono postati e che viaggiano attraverso lo spazio per finire sulle nostre bacheche.

Curiosi di vedere visivamente come aumentano gli utenti attivi di Facebook? Cliccate qui!

Adesso veniamo a noi. Lo spazio che abbiamo su Facebook è semplicemente quello di una pagina come tante altre. Come si può fare allora a fare emergere i nostri contenuti e renderli visibili? La risposta, come succede spesso, è una: PAGARE. Ma vogliamo pagare in modo intelligente, senza sprecare i nostri soldi e le nostre risorse; vogliamo che i nostri contenuti arrivino solo alle persone davvero interessate.

Per fare questo e assumere il giusto atteggiamento, ci viene in aiuto un classico mantra del marketing digitale (e non solo):

“Il messaggio giusto

Alla persona giusta

Al momento giusto”

Tutto ciò non è altro che FACEBOOK ADS.

Parte 2: Non usare solamente il metti in evidenza

Diciamo che hai un’attività. Diciamo che hai anche una pagina Facebook, magari ben gestita e con post che ricevono commenti e reazioni. A questo punto ti sarà di certo capitato di vedere il famoso pulsante metti in evidenza, un pulsante che ti promette di promuovere la tua attività con qualche semplice click. Ma non è tutto oro quello che luccica! Le possibilità del “metti in evidenza” sono limitate rispetto a ciò che puoi fare tramite Business Manager e in particolare Power Editor.

Quali sono i problemi nell’utilizzare metti in evidenza? 

1: L’obiettivo è quello predefinito

Sponsorizzare un post tramite il “metti in evidenza” non ti permette di essere padrone del processo di creazione dell’annuncio. La prima controindicazione è non poter scegliere per quale obiettivo ottimizzare la tua inserzione.

“Metti in evidenza” ti permette di pubblicizzare il tuo contenuto solo per 2 obiettivi:

  • Interazioni con il post
  • Visite al sito web

Per iniziare potrebbero anche essere sufficienti, ma a lungo andare ti renderai conto che questi non possono essere i tuoi unici obiettivi di digital marketing (sopratutto quando la necessità è vendere e si vuole investire per massimizzare le vendite). Realizzare una campagna tramite il Power Editor di Business Manager di Facebook invece ti apre ben 11 possibilità:

Gli 11 obiettivi di Marketing che puoi implementare su una campagna Facebook Advertising
Clicca per vedere gli 11 obiettivi di Facebook Advertising

 

Come vedi, gli obiettivi di Facebook ADS sono suddivisi in tre categorie:

  • Notorietà: per generare interesse verso il tuo prodotto o servizio.
  • Considerazione: per indurre le persone a iniziare a pensare alla tua azienda e a cercare maggiori informazioni in merito.
  • Conversione: per incoraggiare le persone interessate alla tua azienda ad acquistare o usare il tuo prodotto o servizio.

Queste tre categorie sono strutturate secondo un semplice funnel:

  1. Gli obiettivi per notorietà abbracciano una fascia più ampia di pubblico che però è ancora “freddo”, non ci conosce e deve ancora capire bene chi siamo e cosa offriamo;
  2. Gli obiettivi per considerazione sono un passaggio intermedio: gli utenti sono maggiormente coinvolti e cercano qualche informazione in più, possono essere interessati ad eseguire qualche azione semplice come iscriversi a una newsletter;
  3. Nella conversione, infine, il pubblico è molto più ristretto ma “caldo”, sono persone che ci conoscono e sono disposte a comprare e a sostenerci!

2: un pubblico che non puoi controllare

Ed eccoci arrivati al secondo problema del “metti in evidenza”: il pubblico.

Sicuramente avrai sentito dire spesso “il pubblico a cui ti rivolgi è importante” “ricorda che conoscere e parlare al tuo pubblico è essenziale”, ed è assolutamente vero. Proprio per questo motivo quindi è bene non limitarsi al tasto “metti in evidenza” che ci propone tre tipologie di pubblico riduttive:

  • Fan della pagina
  • Fan della pagina + i loro amici
  • Un pubblico per interessi

In questo modo non si può arrivare al pubblico ben profilato e definito che intendiamo raggiungere! Urlare in una piazza piena di gente per vendere delle scarpe è molto più faticoso che poter contattare uno ad uno tutti quelli che hanno scarpe vecchie e rotte, no?

Tramite Business Manager hai un ottimo strumento: sotto la voce “Risorse” appare lo strumento “Pubblico”. Con esso puoi creare diverse tipologie di pubblici in target e salvarli per usarli nelle tue inserzioni.

Gli oggetti del menu di Facebook Business Manager

 

Le tipologie di pubblico che puoi creare sono 3:

  • Custom Audiencies
  • Saved audiencies
  • Lookalike

Vediamoli uno per uno:

1: Custom Audiencies

I diversi modi in cui Facebook ti permette di definire un pubblico

Le custom audiencies o pubblici personalizzati sono dei pubblici particolari che utilizzano fonti esterne.

Come vedi nell’immagine puoi creare pubblici a partire da file clienti, utilizzando le persone che hanno interagito con i tuoi post o anche basare l’audience sul pixel.

“Il pixel di Facebook è un frammento di codice JavaScript presente sul tuo sito Web che ti consente di misurare le tue campagne pubblicitarie, ottimizzarle e definirne il pubblico.” – Facebook Business

Il pixel è lo strumento che ti permette di misurare ciò che avviene fuori da Facebook: sul tuo sito o sulle tue landing pages. Puoi quindi costruire dei pubblici a partire dal pixel e inserire nel target quelle persone che hanno compiuto un’azione sul tuo sito: è molto utile per le campagne di remarketing!

2: Saved Audiencies o pubblici salvati

Sono i pubblici personalizzati. Crea il tuo target sulla base di

  • luogo
  • sesso
  • età
  • interessi e comportamenti

3: Lookalike o pubblici simili

Questa funzione consente di creare pubblici simili a partire da un pubblico salvato. Facebook cercherà persone simili per interessi a quelle del pubblico che hai selezionato e creerà una nuova audience che “potrebbe essere interessata alla tua azienda in quanto presenta caratteristiche simili ai tuo migliori clienti esistenti.” – Facebook Business

Si tratta di uno strumento estremamente potente che va utilizzato con attenzione, e i cui risultati possono variare parecchio rispetto al target di partenza. Iscriviti alla newsletter perchè presto ne parleremo più approfonditamente, e se non puoi aspettare contattaci per saperne di più!

 

Parte 3: Le campagne su Facebook

Veniamo ora alla vera e propria azione pubblicitaria su Facebook: le campagne.

Per creare una campagna efficace servono:

  • Un obiettivo chiaro
  • Un pubblico profilato
  • Una struttura intelligente

Abbiamo già visto gli obiettivi e il pubblico, passiamo quindi ad analizzare la struttura.

Analisi della struttura di una campagna implementata con Facebook Business Manager

 

La struttura di una campagna prevede tre livelli:

  • Campagna:

al primo livello c’è la campagna: qui decidiamo l’obiettivo per cui ottimizzare le inserzioni. Essa contiene uno o più gruppi di inserzioni.

  • Gruppi di inserzioni:

Nel gruppo di inserzioni possiamo compiere decisioni circa il pubblico, il budget, la durata della campagna e i posizionamenti delle inserzioni (che possono comprendere Instagram, siti di terze parti…). Sarebbe bene creare almeno due gruppi di inserzioni differenziati (ad esempio per pubblico o per posizionamenti). Questo approccio ti permette di ricavare dati reali e consistenti, e di testare per capire sempre meglio COSA FUNZIONA per la promozione della tua azienda.

  • Inserzioni

In ogni gruppo di inserzioni si inseriscono le inserzioni vere e proprie. Attenzione: le inserzioni sono ciò che l’utente finale visualizza! Qui si sviluppa la creatività: scegli le immagini più accattivanti e spiega cosa offri attraverso la descrizione. Anche qui ti consigliamo di non fare un solo tipo di inserzione ma di farne diversi per vedere quali sono i più efficaci!

“Prova le tue inserzioni costantemente. Devi provare i vari tipi di inserzioni più e più volte prima di farti un’idea di quali funzionano meglio. Grazie a Facebook è facile farlo. In questo modo è possibile capire cosa avviene e intervenire di conseguenza.” – Luca Daniel, cofondatore di NOGU

Al termine della campagna analizza i risultati e cerca sempre di migliorarti. Non esistono ricette o formule magiche nel mondo dei social, è importante testare sempre e capire che a volte serve sbagliare per migliorarsi.

 

Ti piacerebbe saperne di più, chiedere un consiglio o un incontro con la squadra di BIG? Scrivici e saremo felici di risponderti.

 

 

Ti lascio con questa frase di Bobby Kennedy:

“Solo coloro che hanno il coraggio di affrontare i grandi insuccessi possono ottenere grandi successi”.

Buona fortuna e buona attività di campagna su Facebook!