Se hai avviato di recente un’attività nel territorio bolognese puoi approfittare di un bando molto interessante promosso dalla Camera di Commercio di Bologna. Se poi sei una giovane imprenditrice ancora meglio. Infatti il bando si rivolge in modo specifico alle aziende rientranti nella definizione di “imprese femminili” e di “imprese giovanili”. 

Perché ne parliamo su un blog come il nostro? Perché tra le spese ammissibili ci sono anche attività di marketing online, cosa non scontata viste le recenti esperienze del bonus pubblicità che limitava le agevolazioni unicamente a pubblicità editoriali. 

In questo caso invece nel bando viene in modo esplicito indicata come voce finanziabile la spesa per “piattaforme di pubblicità on line (ad esempio Google AdWords)…”. Perdoniamo gli autori del bando che inciampano su un Google Adwords che ormai da tempo ha visto il nome modificato in Google Ads, errore veniale ampiamente perdonato vista la lungimiranza nell’aver inserito una voce così specifica. Perché spesso succede il contrario, che le istituzioni abbiano un atteggiamento nella migliore delle ipotesi diffidente quando incrociano l’operato dei famosi “colossi digitali”; hanno ragione, quando si parla di elusione fiscale, hanno torto quando si tratta delle opportunità che il mondo online offre agli imprenditori per promuovere il proprio lavoro. 

Oltre alle spese per pubblicità vengono indicate anche spese riguardanti la realizzazione di siti internet, con una precisazione: che riguardino la “prima realizzazione” del sito web aziendale, quindi non sono comprese attività di restyling o modifiche a siti già esistenti.

Non possiamo che guardare favorevolmente questo bando, anche perché la Camera di Commercio di Bologna ha stanziato un totale di 1 milione di euro. Si tratta quindi di soldi veri e vale la pena studiarlo con attenzione.

1) Che cosa dice il bando

La Camera di Commercio di Bologna fa preciso riferimento a contributi per supportare le nuove imprese nella fase di avvio dell’attività. Il bando “è rivolto a PMI (micro, piccole e medie imprese), con sede legale e/o unità locale nell’area metropolitana di Bologna, iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio di Bologna a partire dall’1/1/2019. Condizione per l’erogazione del contributo è l’inizio dell’attività entro il termine per la presentazione della rendicontazione delle spese ammesse.”

2) Chi può partecipare: “imprese femminili” e “imprese giovanili”

Che cosa vuol dire? Esistono dei parametri precisi per determinare se la propria azienda rientri in queste categorie. 

  • si considerano Imprese femminili le imprese la cui partecipazione del controllo e della proprietà è detenuta in prevalenza da donne. Se siete donne e titolari di un’azienda la questione è semplice, in caso di società la questione può complicarsi. In generale è sufficiente che la partecipazione di donne risulti complessivamente superiore al 50% tra quote di partecipazione e cariche amministrative. Esiste un vero proprio algoritmo di calcolo, se avete dei dubbi e volete un approfondimento potete consultare questo report della CCIAA nella scheda “Definizione imprese femminili”
  • si considerano imprese giovanili le attività di proprietà o controllate da persone di età inferiore ai 35 anni. In caso di società vale la stessa regola di sopra, quote di partecipazione e di cariche amministrative detenute da giovani devono essere superiori al 50%. Se siete curiosi potete consultare il report approfondito della CCIAA sul secondo trimestre 2019 delle imprese giovanili nel territorio bolognese.

 

3) Come partecipare

Aspetto fondamentale: per l’assegnazione dei fondi verrà considerato come prioritario l’ordine cronologico di presentazione della domanda. Fa fede la data e l’ora dell’invio telematico. Quindi bisogna segnarsi in grande sul calendario la data del 16 settembre 2019 ore 9:00, momento in cui sarà reso disponibile l’invio telematico delle richieste. Il termine entro il quale presentare la domanda sarà il 15 ottobre. Dopodiché passeranno 90 giorni per l’assegnazione, se tutto è in regola.

Per l’invio telematico valgono regole generali che è bene ricordare: è obbligatorio essere in possesso di firma digitale ed essere abilitati all’utilizzo della piattaforma Web Telemaco, con un credito di importo pari o superiore ad € 16,00. Se non avete mai affrontato queste tematiche piuttosto spigolose vi consiglio di rivolgervi ad un consulente.

 

4) Di che cifre stiamo parlando

Il contributo non riguarderà la somma di tutte le spese di un progetto ma soltanto il 50%. Questo vuol dire che se hai un’azienda con le giuste caratteristiche per poter presentare domanda dovrai comunque fare lo sforzo economico previsto dal tuo progetto. Inizialmente dovrai finanziarlo al 100%, dopodiché passati 90 giorni dalla consegna della rendicontazione la CCIAA ti erogherà il contributo del 50% dei costi che hai sostenuto, il tutto in un’unica soluzione. 

Quindi un esborso c’è, ma l’ottica del contributo è proprio quella di favorire investimenti che comunque avresti dovuto sostenere.

Quale impresa nel 2019 può permettersi di non fare attività pubblicitaria online? Questa potrebbe essere l’occasione per farlo bene, dedicando il giusto budget e ottenere il tanto agognato ROI.

Inoltre l’aspetto molto interessante è che sono considerate valide anche spese già sostenute, a partire dal 1 gennaio 2019.

L’importo minimo delle spese ammissibili è di 3.000 € mentre il contributo massimo è di 30.000 €.

 

5) Quali altre spese sono considerate ammissibili 

Oltre alla pubblicità online e le realizzazione del sito web le spese ammissibili sono tante e le opportunità sono molto interessanti:

  • Onorari notarili (per costituzione società, atto acquisto locali per esercizio attività, stipula contratto affitto d’azienda);
  • Acquisto/noleggio o leasing di beni nuovi, durevoli, strettamente funzionali all’attività dell’impresa;
  • Acquisto licenze d’uso/noleggio di software gestionale/professionale;
  • Spese per la realizzazione di reti telematiche;
  • Costi per deposito/acquisizione di brevetti, deposito marchi e acquisizione diritti di licenza;
  • Spese per la formazione del personale;
  • Spese di pubblicità e per la realizzazione di materiale promozionale;
  • Spese relative ai canoni del contratto di affitto dell’azienda, affitto locali aziendali, quote iniziali del contratto di franchising (nel limite del 30% spese ammissibili);
  • Spese relative alle utenze (energia elettrica, acqua, gas, telefono fisso e internet da postazione fissa, per un periodo massimo di 6 mesi);
  • Spese per acquisizione di certificazioni;
  • Spese di consulenza per la realizzazione del business plan.

Da queste voci è evidente di come lo scopo delle CCIAA sia quello di favorire l’avvio di un’impresa, prevedendo tutte quelle classiche spese iniziali. 

6) A che cosa fare attenzione

Il bando è piuttosto chiaro, con poche zone d’ombra, ma è bene prestare attenzione ad alcune sfumature per evitare di vedersi bocciare la richiesta:

  • nonostante ci sia una voce riguardante le spese di consulenza per la realizzazione di business plan, non è possibile presentare fatture con voci riguardanti generiche consulenze. Quindi le consulenza sono ammissibili solo e unicamente per la creazione del business plan. 
  • canoni di manutenzione, assistenza ed abbonamenti vari non sono considerate spese ammissibili, in linea con il senso generale del bando volto a contribuire spese di avvio e non continuative. Le uniche spese continuative ammissibili sono quelle delle utenze ma per un massimo di 6 mesi.
  • non sono considerate ammissibili le spese per l’acquisto di beni usati

 

7) In concreto come potrei usufruire del bando? 

Per quello che ci compete, se avete l’idea di fare pubblicità online questo è il momento giusto. Vediamo qualche esempio di attività che il bando potrebbe finanziare:

  • Realizzazione di campagne Google Ads: se fai realizzare questa attività da un’agenzia avrai la certezza che la campagna sarà creata e gestita professionalmente, oltre al vantaggio di una rendicontazione semplificata, potendo contare su una fattura unica. Infatti l’agenzia può rifatturare il costo sostenuto per Google, evitando complicate rendicontazioni con fatture in reverse charge (se avete mai avuto a che fare con le fatture emesse da Google, Facebook e compagnia sapete a cosa mi riferisco).
  • Lo stesso vale per della campagne a pagamento su Facebook. Sappiamo quante opportunità offra il social di Mark Zuckerberg ma noi che ci lavoriamo tutti i giorni sappiamo come sia diventato complicato negli ultimi anni realizzare campagne performanti, in grado di offrire un ritorno sull’investimento certo.
  • Non dimentichiamoci di LinkedIn, strumento fondamentale per il B2B. Qui potete leggere un approfondimento e capire perché credo tanto nell’utilizzo del social di proprietà Microsoft. In questo caso se avete un’azienda B2B appena avviata e non vi sentite pronti ad affrontare i costi spesso alti che richiede una campagna di advertising sul LinkedIn, potete approfittare del contributo per sottoscrivere l’abbonamento a Sales Navigator e frequentare un corso su come utilizzarlo al meglio.
  • Infatti il bando prevede anche spese per la formazione del personale. E qui i campi possono essere i più svariati: 
    • formazione per l’utilizzo dei Social Network aziendali e la creazione di un piano editoriale
    • per la gestione di un CRM per le attività di Marketing come HubSpot (per approfondimenti vedi l’articolo sui CRM)
    • per creare autonomia all’interno dell’azienda nella gestione e ottimizzazione della campagne Google o Facebook 
    • per creare campagne e servizi di newsletter

 

In conclusione, vista la cifra totale messa a disposizione dalla CCIAA e vista l’ampiezza delle spese ammissibili, consigliamo vivamente di partecipare a questo bando. Bisogna però avere un certo tempismo, non sottovalutare le solite insidie della burocrazia, e farsi trovare pronti per la data del 16 settembre. Questo non vuol dire che sconsigliamo di partecipare a chi arriva agli sgoccioli, perché la cifra è considerevole e non si esaurirà in pochi giorni. Quindi non vi resta che prepararvi. 

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Se vuoi cominciare a studiare puoi consultare la pubblicazione sul sito della CCIAA e il bando vero e proprio.